Le lame scarlatte – Rob Himmel

… “e gli stupidi si sa, sono un. pericolo ..facili da manipolare” è una delle frasi, delle numerosi frasi, che potrebbero – da sole – comporre un libricino di aforismi estrapolati da Le lame scarlatte di Rob Himmel, edito da DZ edizioni, meglio conosciuta come DarkZone.

A nostro avviso non è un libro da prendere “sotto gamba” e ora spieghiamo in che senso.
Non è una storiella che può essere ripresa a una decina di giorni dall’inizio della lettura per due motivi:

  1. ci sono tante vite, personaggi ed eventi che stimolano l’attenzione
  2. non ce la farete pur volendo, desidererete sapere come finisce (e noi ovviamente non ve lo diciamo) 🙂

In pratica.
La storia nasce da un errore, come tutte le storie più belle. Viene uccisa la persona sbagliata e da qui inizia l’intrigo che porterà a scoprire tanti temi diversi tra loro ma vedremo anche intimamente connessi.

Temi come l’amore e il sacrificio per l’amore, l’Inquisizione, i giochi di potere e i morti dietro l’angolo, i cattivi che però hanno un’anima, la vendetta e immagini forti quando il famoso (o famigerato?) assassino Lynx “tirò fuori altro intestino tenue. « Continui a dire cose inutili. »

Sì, “immagini”. Non puoi leggere questo libro se non immagini dall’inizio alla fine il contesto, le “location” come Ganderia e Foltorp, i volti di Lynx, del Re Nuldest, di Ferret, Regina, Rat, Millirs e tutti gli altri che attendono, tra le righe, di essere scoperti.

Non vi diremo come finisce, ma la frase iniziale dobbiamo citarla, è quasi vitale e necessario e come non condividerla totalmente:

La stupidità uccide più di una lama.

http://www.dark-zone.it/prodotto/lelamescarlatte/

lame scarlatte

 

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Gnòsi delle Fànfole – Fosco Maraini

gnosi delle fanfoleNon è “solo” un libro, il che sarebbe già molto. Gnòsi delle Fànfole è un percorso (all’interno il cd con le musiche di Massimo Altomare e Stefano Bollani).

Un percorso che si snoda attraverso poesie decisamente diverse dalle altre, parole che apparentemente sembrano strane ma che ci ricordano qualcosa, cosa? Ecco il bello, il “cosa” è a mio avviso in parte molto soggettivo.

E’ come leggere dei testi dove ognuno legge quello che vuole o, meglio ancora, ciò di cui ha bisogno di leggere in quel momento. L’autore lo chiama “linguaggio metasemantico”.

Tutti voi conscerete forse Il lonfo, visto che su Facebook è girato e gira ancora uno spassosissimo video di un papà con la sua bambina che recita proprio questo poemetto.

Ciò che personalmente ho trovato se possibile ancora più coinvolgenti sono le note, spiegazioni assurde… ma a dire il vero nemmeno poi tanto assurde.

Il risultato? Non leggi soltanto, assorbi ed elabori. Ovvero, una meraviglia di libro.
Il lonfo non vaterca né gluisce.

Grazie al mio amico/fratello/ Enrico per il regalo.

Qui di sotto il video del quale vi parlavo, semplicemente straordinario!

Libri … sulle magliette

Per tutti gli amanti dei libri, delle citazioni che hanno fatto la storia, di chi non può fare a meno di leggere 3 o 4 libri al mese e ha il tempo, beato lui/lei,  insomma per tutti e per tutti gli altri, arrivano le magliette con le frasi dei libri stampate sopra!

Può essere un bel regalo da fare insieme a un libro, magari citando la vostra frase preferita o una frase che “invii” un messaggio a lei/lui …

magliette personalizzate con frasi libri

Per chi volesse può provare qui www.fullgadgets.com/magliette

Manuale di fisica e buone maniere, di Daniele Germani – Recensione

Copertina Manuale fisica e buone maniereDaniele Germani mi scrive un messaggio sulla pagina Facebook che metto a disposizione di tutti coloro che come me amano leggere e scrivere. Mi chiede se voglio leggere il suo libro “Manuale di fisica e buone maniere” per farne eventualmente una recensione.
Beh, ringrazio quel giorno che Daniele ha avuto questa idea, perché oggi ho nuovi compagni di viaggio, i protagonisti del suo bellissimo libro.

Sì, è vero, c’è un lui e una lei  ma non è un libro romantico nell’accezione classica del termine e soprattutto finisce come non immagineresti, almeno per me è stato così. Un finale assolutamente non banale, una storia che ne intreccia altre: lui, lei e la loro passione per le stelle, lui che si traforma o forse è sempre stato l’uomo che il lettore immagina solo alla fine, lei che parte e va a cercarlo contro la sua stessa natura, il mistero di un incidente che forse non verrà risolto se non a livello individuale da ogni lettore, l’incapacità di comunicare con il prossimo, la ricerca delle sensazioni e, al contempo, il timore di provare qualcosa, Londra, un ospedale, altri incontri.

Se dovessi identificare questo libro con una sola parola direi “denso” e non solo per le oltre 170 pagine a dire il vero scorrevolissime. Denso nel senso che non è un macigno ma nemmeno l’acqua leggera che ti scorre addosso, denso nel senso che ti restano dentro le parole di Daniele soprattutto quando, come è accaduto a me, ritrovi un po’ delle parole della tua adolescenza e fatalità era proprio tua nonna a dirtele, le stesse che lei sentirà dirsi dalla sua nonna.
Grazie Daniele.

https://danielegermani.wordpress.com/

17 passi lontano da te – Valerio Mottin

copertinaUscito l’1 settembre per Eretica Edizioni, “17 passi lontano da te” è l’opera d’esordio di Valerio Mottin, ed è tratta dall’esperienza diretta dello stesso autore, che ha perso il padre nel 2015 dopo una lunga battaglia contro un adenocarcinoma.

Il romanzo narra del percorso tanto estenuante quanto obbligatorio di chi deve avere a che fare con un tumore al pancreas, con lo sconforto e con la lenta autodistruzione non di un corpo qualsiasi, ma del corpo di un genitore. Attorno al dolore si avvitano strette le esistenze del padre malato, del figlio e del medico: la battaglia con la malattia, i timori e le speranze, l’impotenza di fronte a un male che alla fine si rivelerà incurabile.

«L’ho capito subito. Appena il viso si è colorato di giallo ho capito che era arrivato il mio momento. In bagno, davanti allo specchio, mi sono guardato più volte. Da lontano, da vicino, di lato. All’inizio ho pensato che fosse la luce, poi invece ho capito che ero io. Ho pianto, non me ne vergogno. Ho pianto a
lungo che non pensavo potessi piangere così tanto. Ho pianto e non riuscivo a smettere. Sembrava che le lacrime non finissero più. Per un attimo ho anche avuto paura che non mi sarei mai calmato. Ho pianto perché ero deluso. Durante questi due anni ho anche pensato qualche volta di potercela fare. Ho
pianto perché avevo paura di soffrire, di stare male. Ma poi ho sorriso subito dopo. Erano due anni che soffrivo in fondo, cosa sarebbe cambiato?».


Sul sito www.valeriomottin.it è possibile consultare estratti del romanzo, che è acquistabile in libreria e sul sito www.ereticaedizioni.it/?product=valerio-mottin-17-passi-lontano-da-te

Alle radici della crisi finanziaria. Origine, effetti e risposte – Carlo Milani

libro alle radici della crisi finanziaria

Il libro “Alle radici della crisi finanziaria. Origine, effetti e risposte”, scritto dall’economista Carlo Milani ed edito da Egea-Università Bocconi, analizza in modo chiaro e con linguaggio semplice i fattori che hanno determinato la recente crisi finanziaria.

Nel libro si evidenzia come molte delle difficoltà nel superare la crisi siano legate alle sue origini, che devono essere ricercate in una gigantesca bolla immobiliare che ha riguardato, e in parte ancora riguarda, pressoché l’intero globo. A favorire questa crescita abnorme ha contribuito l’ingegneria finanziaria, e in particolare lo strumento delle cartolarizzazioni, che cercando di spezzettare il rischio in tante in piccole parti ha avuto l’illusione di farlo sparire.
Il rischio, tutt’altro che distrutto, si è invece espanso a dismisura. La bolla è stata anche favorita dai comportamenti dei soggetti coinvolti, e soprattutto dalla loro “esuberanza irrazionale”.
Azionisti, manager bancari, regolatori e agenzie di rating nel migliore dei casi sono stati solo spettatori passivi di quanto stava accadendo, mentre più in generale hanno spinto verso l’esplosione della crisi. Altro fattore che ha chiaramente agevolato la bolla è stata la deregolamentazione finanziaria.

Come un cavallo lasciato a briglie libere su un campo verde, l’industria bancaria e finanziaria si è trovata libera di correre senza freni. Le regole introdotte non sono stato in grado di limitare questi comportamenti, anzi per certi versi li ha anche favoriti e incentivati.
Anche le risposte della politica economica sono state insufficienti, se non anche controproducenti.

Nel libro si sottolinea come molti altri interventi andrebbero messi in campo, sia a livello globale sia, più specificatamente nell’Area euro e in Italia. Per il nostro paese, in particolare, l’urgenza di mettere in campo efficaci riforme finanziarie è sentita soprattutto per il fatto che l’Italia è stata il paese tra quelli appartenenti al G7 che più ha sofferto dalla crisi. Per l’Italia la crisi più recente può essere considerata come il “sisma economico” più forte della sua storia unitaria.

libro alle radici della crisi finanziaria

Rain non aveva le ali – Carlo Peparello

Prefazione a cura dell’autore Carlo Peparello

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Una storia deve catturare l’attenzione del lettore fin dalle prime pagine e restituirgliela all’ultima, senza pause. Una trama coinvolgente deve nascondere la verità e mantenere verosimile il filone logico narrativo. Un compito assai difficile quando l’intreccio si dipana su due piani dimensionali diametralmente opposti: quello reale e quello spirituale. “Rain non aveva le ali” è un thriller a tinte gotiche, un noir dal linguaggio raffinato e attuale, ma allo stesso tempo è nulla di tutto questo, come se la storia appartenesse ad ogni genere letterario e a nessuno di essi.

E’ l’ambiguità a farla da padrone. Il buon ritmo della narrazione fa si che non ci sia il tempo per cementare delle certezze, perché qualche pagina dopo esse vengono sconfessate da nuove verità o da elaborate illusioni. Gli stessi personaggi del romanzo non sono ciò che sembrano. Confesso di non averne preferito uno in particolare, poiché ad ognuno è stata data una veste unica, un fascino intrinseco che li distingue in modo eccellente, rendendoli più reali che mai. I loro limiti, le fragilità interiori e il loro modo affatto fantasmagorico di combattere pericoli noti e ignoti, li rendono vivi e “persone”, anziché “personaggi”. Tutti riescono ad attingere sorprendentemente ad una forza interiore che li rende per certi versi carismatici. Senz’altro Rain spicca su tutti, emblematica figura sfuggente, della quale si sa ben poco. Se l’intento dell’autore era di portare il lettore a porsi molte domande, spingendolo a cercare le risposte pagina dopo pagina, credo ci sia riuscito. Più si va avanti nel racconto e più fioccano informazioni su Rain, ma nonostante questo le domande restano: Chi è veramente Rain? Da dove viene? Le sue parole portano condanna o redenzione? E’ lui che sceglie chi incontrare o dietro c’è un disegno più grande?
Il leitmotiv è sempre lo stesso: Domande e ancora domande, curiosità, mistero. Le risposte non sono vilmente celate e relegate all’ultima pagina tramite archetipi giallistici di inizio 900, perché dopo la parola fine ci si rende conto che tutto era chiaro. Tuttavia l’abilità dell’autore sta nel prendere per mano il lettore e portarlo con lui in un altalenante viaggio tra speranza e disperazione, pericolo e riflessione, sogno e realtà, in una alchemica formula che non può fare altro che mescolare gli opposti. Non esistono più confini tra certezza e dubbio, dimensione onirica e dimensione tangibile.
Danielle Collard vive unicamente per scoprire chi è veramente Rain e ci si chiede da subito se questa ricerca nasca da pura curiosità professionale o se lei stessa cerchi risposte, assoluzione, speranza o chissà cosa.
Rain non aveva le ali” è una cronaca coinvolgente che mette a nudo la fragilità umana di fronte ai grandi enigmi dell’esistenza, dove personaggi assolutamente normali si ritrovano a fare i conti con enigmi dalla natura ignota e oscura. E come ho scritto in uno dei miei romanzi: “Le persone a volte credono impossibili cose che semplicemente non hanno mai visto, e quello che non vediamo ma è sul nostro cammino, sono le coincidenze, ovvero “ fatti accidentali ma che casuali non sono
Marco Cesati Cassin