Le piccole memorie – Saramago

Chi ha letto qualche libro di Saramago e desidera capire il perché di quelle storie, il perché di quelle parole, di quelle immagini dipinte con le parole, il perché alcune frasi restano dentro per sempre nonostante i vani tentativi della nostra coscienza di disfarsene, non può esimersi dal leggere “Le piccole memorie“, le memorie di quando era piccolo.

Poche pagine rispetto alle sue solite opere, nelle quali concentra i ricordi di fanciullo e adolescente, ripercorrendo i luoghi, Azinhaga e gli eventi che hanno seminato in lui il germe per questo e quel libro.
E fui qui, adesso che ci penso, che la storia della mia vita ebbe inizio”, il riferimento è alla scuola di Largo do Leao.

Parlerà di quanto accaduto in questa scuola durante il ricevimento che lo avrebbe visto poi premiato per il libro “Una terra chiamata Antelejo“.
Valga per tutti un evento tremendo che forse, solo in parte, può farci comprendere la cruenta verità con la quale descrive lo stupro nel bunker di “Cecità“.
Era piccolo, davvero piccolo, quando quattro ragazzini più grandi di lui lo seviziarono..il modo in cui lo fecero non ve lo dirò, sto cercando di dimenticarlo io stessa.

Nella vita di Saramago, così come raccontano le sue memorie, si intrecciano le vite di altre persone, tutte importanti, molte singolari, ammesso che si condivida per questo termine un’accezione sempre e comunque positiva.
I nonni, la mamma, il fratello, gli amici di scuola e la sua terra.
Un intreccio di storie che, a tratti, fa soffrire.

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