Eutanasia e suicidio assistito

Ho letto Eutanasia e suicidio assistito, scritto da professori universitari come Gerald Dworkin e Raymond G. Frey e da una delle più note studiose di etica in America Sissela Bok, nel 2002, per via della Tesi in Filosofia del diritto che stavo scrivendo e il cui titolo era Eutanasia e Suicidio: Il Diritto di fronte alla morte.
Chi desidera conoscere opinioni pro e contro questa delicata tematica, tutte argomentate in modo impeccabile, non può esimersi dal leggere questo testo scientifico che non annoia, informa ed apre nuovi spunti di discussione.
Otto capitoli che toccano vari aspetti, la legislazione in America a confronto con quella Olandese, analisi su dibattiti contemporanei, la visione della cristianità.
Il controllo sulla nostra vita è uno dei più importanti beni di cui disponiamo, così inizia il capitolo”Distinzioni tra tipi di morti” scritto da Fry e sempre da Frey proviene l’interessante capitolo “La china scivolosa”.
Da Sissela Bok, in merito ai Dibattiti: “..Le posizioni riguardanti il suicidio e il togliere la vita ad altri hanno raramente percorso strade parallele..Ancora oggi possiamo cogliere un riflesso nel fatto che ai condannati che attendono l’esecuzione nel braccio della morte viene impedito fino all’ultimo minuto di togliersi la vita.”

Straordinario il capitolo della stessa studiosa sul suicidio ampiamente dedicato a “spulciare” le teorie del passato iniziando da Socrate: “…il fatto che egli beva la cicuta può dunque essere considerato un suicidio in senso proprio o semplicemente il mettere in atto una sentenza di morte imposta dall’esterno?
L’esito della lettura non è affatto scontato…io stessa, mentre scrivevo la tesi e al momento della discussione (lontano luglio 2002) ero fermamente convinta che nessuno potesse decidere della vita degli altri, nemmeno della propria.
Poi, un giorno, quando vidi mio padre consumarsi come un cerino accesso al vento per un perfido tumore, pregai che morisse prima possibile e solo la mancanza di coraggio mi ha impedito di ucciderlo, per fortuna poi Dio era distratto e non mi aveva sentito e per fortuna che io sono una vigliacca, tant’è che adesso ho ancora un papà.

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