Non sono atea

Ho ricevuto per email un interessante articolo redatto da Ennio Montesi (nochiesa.blogspot.com)
Vorrei precisare una cosa: non sono atea, ho apprezzato il libro La Questa perché è un evidente resoconto dei fatti così come sono.
Io credo in qualcosa che nulla ha a che vedere con quanto va predicando la Chiesa Cattolica, io credo nell’Amore, vero, incondizionato, per tutto ciò che esiste.
Potrei dire che Dio è Amore e Giustizia insieme e, per questo, perfetto, ma il mio Dio non è cattolico né buddista né islamico o forse è tutte le cose insieme.
Non mi arrogo il diritto di catalogare il mio dio in un precetto umano.
Dio non porterebbe mai anelli d’oro al dito né cappellini di ermellino né mai farebbe estirpare un albero per collocarlo al centro di una piazza e riempirlo di luci e lucette, Dio non manderebbe mai a morte i suoi figli né chiederebbe loro di uccidere i suoi nemici, perché l’Amore non ha nemici.
Dio non si rinchiuderebbe mai come fa un eremita, Dio è la mamma che tutti i giorni porta il figlio a scuola e va a lavoro e poi torna a prenderlo e ritorna a lavoro, Dio è la formica che tutti i giorni fa avanti e indietro lungo un muro per portare cibo alla sua regina e continuare così la specie, Dio è lì, quel sasso in mezzo alla strada, Dio è l’albero sotto casa o il prato dove chi non ha rispetto per nulla getta carte e cartacce, Dio è l’imprenditore che da lavoro a centinaia di operai, è il contadino che munge la vacca che ci darà il latte, Dio è la forza che unisce le persone quando stanno male e si ritrovano tutte nella stessa stanza di ospedale, Dio è nel liquido della chemioterapia, nell’acqua, nel sudore, nel pensiero, Dio, per me, è Amore per l’altro, chiunque esso sia, e Dio non si sognerebbe mai e poi mai di dire che un gay è un errore della Natura, perché sarebbe come dire che egli stesso può sbagliare, Dio non può sbagliare, l’Amore non può sbagliare.
Quello che mi intristisce è proprio il fatto che in nome di Dio si fanno circolare soldi e si giustificano guerre, ed è come se la Chiesa avallasse uno dei concetti in assoluto più pericolosi della storia: il fine giustifica i mezzi.
Non è così.
Il fine non giustifica i mezzi, per ottenere la pace non posso fare la guerra!
Per ottenere la fede non posso minacciare l’inferno.
Dio, forse, è nella nostra coscienza.

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