Il Quaderno – Saramago

E’ recente la polemica sorta in seguito alla mancata pubblicazione da parte di Einaudi (Mondadori) del libro di Saramago intitolato “il Quaderno“. Ad oggi anora non ho capito il perchè, visto che a Berlusconi il premio Nobel dedica sicuramente molto meno interesse di quanto, invece, non ne dedichi a Bush o al Papa.

Saramago è tra i miei autori preferiti, il suo modo unico e profondo di comunicare è qualcosa che va oltre la scrittura è qualcosa che ha a che fare, quasi, con il paranormale..

Tornando a noi, anzi a “Il Quaderno”, il ibro raccoglie alcuni dei post pubblicati dall’autore sul suo blog, che ci riportano alla mente e al cuore gli ultimi accadimenti, i più rilevanti per Saramago ma anche per me e quasi sicuramente anche per voi che leggete.

Inizio subito a sottolineare una bellissima frase di un giorno di settembre di un anno fa “…. fisicamente abitiamo uno spazio ma sentimentalmente siamo abitati da una memoria”….

Eccoci con alcune  affermazioni per l’ex Presidente degli Stati Uniti, non lascia adito a interpretazioni: “Mi chiedo come e perchè gli Stati Uniti, un paese grande in tutto, abbia avuto tante volte presidenti tanto piccoli“.
Alcune pagine più in la ecco che Bush diventa “un maligno prodotto della natura..”

Su Berlusconi non spende, in realtà, parole peggiori, inizia parlando del popolo italiano dicendo “il popolo italiano …è dimostrato come l’inclinazione sentimentale che prova per Berlusconi, tre volte manifestata,  sia indifferente a qualsiasi considerazione di ordine morale“.
Ha parole anche per la sinistra “non ha più la schifosa idea del mondo in cui vive“.

Verso la fine del libro (Marzo 2009) il post intitolato “la democrazia in un tassì” inizia ironizzando sul cavaliere come “eminente statista…ha appena partorito nel suo privilegiato cervello..”
Ha parole anche per la sinistra “non ha più la schifosa idea del mondo in cui vive“.

Dell’Italia, però (e come contraddirlo!) Saramago “salva” e anzi elogia la meravigliosa Rita Levi Montalcini a lei intitola un intero paragrafo (un post) “Quando sarò grande  voglio essere come Rita” e Saviano, lì dove  scrive “mi sento quasi insignificante davanti alla dignità e al coraggio dello scrittore e giornalista Roberto Saviano, maestro di vita.”

Non è timido Saramago e nemmeno il Papa lo fa tacere, anzi…”non sopporto  di vedere i signori cardinali e i signori vescovi abbigliati con lusso che scandalizzerebbero il povero Gesù di Nazareth...”.

E poi ancora riflessioni, come solo lui sa fare, come solo lui riesce quando ci appiccica addosso quella sensazione di aver non letto ma assorbito, inermi, un fiume in piena.
Rilfessioni sulla crisi economica, su speranze e utopie, sulla lettura, sui giovani di oggi “ i nemici in casa sono i giovani di adesso per i propri genitori..”, riflessioni sul maltrattamento degli animali, sul conflitto Israele e Palestina, sull’elezione di Obama, su Rosa Parks, sulla pedofila e su Hitler.

Il libro “Il quaderno” sembra quasi una finestra aperta sul passato, non troppo lontano…da leggere sicuramente.

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