La follia della normalità – Arno Gruen

La follia della normalità – Per un’interpretazione della distruttività umana.

Arno Gruen, professore di psicologia, utilizza nel libro La follia della normalità – Per un’interpretazione della distruttività umana un linguaggio semi tecnico, quindi non è consigliabile a chi è del tutto digiuno di psicologia.
Sin dall’inizio del libro si capisce subito il punto di vista dell’autore, lo schizzofrenico è “migliore” di chi si sforza di apparire sano…e come dargli torto!
Personalmente non condivido in pieno la totale attribuzione della responsabilità  ai genitori nei confronti dei propri figli, questi ultimi “..il bisogno di vendicarsi per essersi sottomessi al potere e alla volontà dei genitori...”.

Nonostante il testo sia datato 1994 è incrdibile come alcune affermazioni possano essere esattamente trasportate al 2009 quando parla dei veri folli come di coloro che vogliono “convincere gli altri che essi agiscono, pensano e sentono in modo adeguato“.

Nel testo si trovano riferimenti ad alcune delle malattie mentali come anoressia e bulimia, sentimento dell’odio e porta come esempi casi e personaggi reali.
E’ il caso di Barbie (incredibile ma questo non è il nome della bambola bionda), un giovane spietato hitleriano il cui atteggiamento, mi pare (il dubbio è d’obbligo), è quasi “giustificato” dall’autore con la mancanza d’amore da parte dei genitori, in special modo a causa della madre.
Su Hitler Arno Gruen scrive diverse pagine ma quello che più dovrebbe far riflettere è proprio il passaggio nel quale sottolinea il fatto che Hitler non era solo nel suo piano…aveva un intero Paese a favore “”un assenso all’autodistruzione“).

Poi ancora, il caso di Greggs Sanders che “una sera d’inverno uccise padre e madre con una scure” , la tragedia di My Lai durante la guerra nel Vietnam, sconvolgente il capitolo sul maltrattamento dei bambini.

Personalmente, per un attimo, ho perfino temuto di essere matta...spesso, durante le mie passeggiate di trekking in montanga, appena vedo un albero che mi piace (non so perchè un albero mi possa piacere più di un altro..) corro verso di lui e lo abbraccio…eppure per un accadimento simile (il protagonista abbracciava una colonna di ghiaccio) dovrebbe insospettire i miei genitore, pare sia dovuto per mancanza di affetto…
Sarò un’eccezione, ma l’amore che ho ricevuto e che ricevo quotidianamente dai miei cari vecchietti è così tanto che potrai farne una scorta!

L’immagine è tratta da http://sites.google.com/site/progettolineagotica/

Tutti i posta taggati “libri psicologia

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...