Storia della pittura – H.W. e D.J. Janson

Ho acquistato questo libro da un signore che credo fosse un clochard ma con una bancarella di testi vecchi, vecchissimi alcuni non databili proprio come lui.
Mi è piaciuta subito l’introduzione, così chiara, e ho pensato che con 5 euro io avrei avuto il mio libro, lui il suo panino, una cosa equa insomma.

In ogni caso ho fatto benissimo, è scritto davvero bene con paragoni e confronti davvero interessanti.

Storia della pittura

Il libro inizia con “Come nacque la pittura” e ci racconta, ovviamente dei primitivi, i cui disegni ritrovati nelle caverne testimoniano non il “piacere” di disegnare ma il bisogno: “Ongi volta che andavano a caccia, dovevano fare un disegno da uccidere“, immagine un po’ come se fossero il gioco delle freccette insomma..

Bufalo dipinto in una caverna

Poi prosegue con la storia che si snoda attraverso la cultura egizia, cretese, romana.
Solo  verso il 1400 gli artisti cominiciarono a rendersi conto che la luce è una cosa separata dalla forma e dal colore e forse ancora più importante perchè noi vediamo le cose secondo  la luce che le colpisce”.

Il sedicesimo secolo è “L’era del genio“…Leonardo,  Michelangelo e Raffaello.
Michelangelo così diverso da Leonardo, quest’ultimo “poteva paragonare un viso umano al muso di un leone o di un cavallo, perchè per lui l’uomo era semplicemente parte della natura“…Per Michelangelo, invece, “l’uomo era una cosa unica, quasi divina..”

Ne “Il trionfo della luce” ampio spazio a Caravaggio, ovviamente, e il suo splendido “La vocazione di San Matteo

caravaggio400.wordpress.com

Per ritoranre ai “confronti”, Rubens e Mantegna, per quest’ultimo  nulla sta fermotrabocca dalla tela da ogni lato..per l’altro è la pittura della Crocifissione a parlare per lui.

Arrivano gli sconvoglimenti sociali nel 1848 e l’Europa viene travolta dalle rivoluzioni scatenate dalle classi inferiori che rivendicano i loro diritti, la pittura “disegna” la società...

Dopo Van Gogh e la sua triste storia (come molti geni per altro) arriva il momento del mio preferito, L’urlo di Munch:
Munch ci fa vedere che cosa si prova quando si ha paura. E’ un quadro di terrore..”.

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