Un libro sullo stress degli insegnanti

Si intitola Pazzi per la scuola ed è del Prof.Vittorio Lodolo D’Oria, non l’ho ancora letto ma lo acquisterò appena esco dall’ufficio perchè ho letto una recensione e mi ha davvero incuriosita visto, per altro, che ho già scritto qualcosa sugli insegnanti, la recensione Perle ai porci di Perboni.

Praticamente il libro inerente la salute e sicurezza sul lavoro, è un insieme di 125 testimonianze di insegnanti affetti da disturbi psichiatrici manifestatisi proprio in virtù della loro attività lavorativa.
A quanto pare gli insegnanti, maltrattati un po’ da tutti, da ragazzini che definirli porci è un eufemismo, dai genitori dei ragazzi che definirli imbecilli è un apprezzamento, dai dirigenti scolastici impreparati, dallo Stato che li fa campare con 2 lire e per lo più precari, sarebbero una delle categorie più a rischio per quanto riguarda il così detto stress da lavoro correlato.

Mi hanno incuriosito alcune testimonianze lette nella recensione: “maestre affette da disturbo bipolare che picchiano i bimbi; professoresse ricoverate con trattamento sanitario obbligatorio, quindi trasferite per incompatibilità d’ufficio per una dozzina di volte; episodi di pianto collettivo tra gli alunni che manifestano enuresi diurna e notturna; genitori incapaci di agire se non avviando denunce legali; Collegio Medico di Verifica che assume provvedimenti non propriamente ortodossi; dirigenti scolastici che si improvvisano psichiatri; maestra con delirio paranoideo che denuncia i colleghi di volerla avvelenare e spiare attraverso cimici introdotte di nascosto sotto cute…continua qui

One thought on “Un libro sullo stress degli insegnanti

  1. Sono un’insegnante della scuola primaria quasi sessantenne, sicuramente affetta da forte stress causato dal completo stravolgimento delle condizioni di lavoro degli ultimi anni (aumento spropositato del numero degli alunni per classe, con contemporaneo azzeramento delle compresenze, inserimento di alunni stranieri, in qualsiasi periodo dell’anno scolastico, in parte o TOTALMENTE non italofoni, sostituzioni coatte di colleghi assenti, attuazione di PDP per DSA, ADHD, e/o BES…).
    A tutto ciò si aggiunga la maleducazione e strafottenza imperante degli alunni e relativi genitori e la consapevolezza di essere COSTRETTA a prestare ancora servizio per chissà quanto tempo ancora, visto che nel 2014/15 si tornerà a rivedere la normativa pensionistica secondo le aspettative di vita.
    Ritengo che sia semplicemente PAZZESCO considerare l’insegnamento come un normale lavoro di tipo amministrativo e che sia da IRRESPONSABILI lasciare operare, con soggetti in tenera età, persone ormai prive (per questioni bio-anagrafiche) di energie, entusiasmo e prontezza di riflessi.

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