Il quaderno di Maya – Isabel Allende

Il primo consiglio che posso darvi in merito a questo libro, é di non lasciar passare troppo tempo dall’inizio della lettura all fine. Sono 400 pagine che non possono aspettare.
Isabel Allende non si accontenta di scrivere, sapete lei deve entrarvi proprio dentro e strizzarvi l’anima, e questa volta lo fa per mano di Maya.
Una giovane ragazza sopravvissuta, potremmo dire, a tutto.
Sopravvissuta all’abbandono della madre, alla strada, alla prostituzione, alla violenza sessuale, all’alcolismo, alla droga e alla perdita, lancinante, del suo Popo, il suo nonno….che peró non era il suo vero nonno….
Ah come sono importanti in questo libro i nonni, ma non sono mai i classici nonnini che ti leggono le favole o ti prendono per mano.
Qui i nonni sono forti, decisi, direi assolutamente risolutivi.
Non manca nemmeno l’effetto speciale finale (che, ovviamente, non vi diró🙂 ) .

In alcuni casi é crudo e “vivo”, e non potrebbe essere altrimenti, non sarebbe un libro di Isabel, lei non si risparmia mai, non é avara di parole, nemmeno quando deve raccontare una violenza sessuale o un buco sul braccio.

“Il mio Popo diceva che l’amore ci fa diventare buoni. Non importa chi amiamo e non importa nemmeno essere corrisposti o che la relazione sia stabile. É sufficiente l’esperienza di amare: é questa che ci trasforma”

Buona lettura amici, buon appettito per l’anima.

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