Alabarde, Alabarde – incompiuto ma bello

Dura poco, soprattutto se ami come me Saramago, non vedi l’ora di leggere le sue ultime parole e lui lo sapeva bene, che stavano per finire.
Ad ogni modo è bello, come sempre, forse di più perchè mentre lo leggi capisci che sarebbe potuto finire come lui avrebbe voluto.

Anche il titolo inizialmente non doveva essere questo (all’inzio doveva essere Bellona), ma alla fine Alabarde, Alabarde ha vinto.
Bella anche l’introduzione di Saviano.

La tematica è quella delle armi, o meglio sulla fabbricazione delle armi e i vari intrecci politici/di convenienza che possono esserci “sotto” ma non temete non è per nulla noioso se a questo che state pensando.

Non ci sono molte parole per lui, non c’è più, basta solo leggerlo e lo consiglio vivamente.

Libri: Alabarde Alabarde di Jose' Saramago

 

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Lucernario – Saramago

Dopo le prime pagine del libro del mio autore preferito, Saramago, che quindi conosco piuttosto bene, ho pensato: ‘é un falso’.
Non sembra lui a scrivere, lo stile non é quello per il quale siamo abituati a conoscerlo e a ricordarlo.
Lucernario, l’inedito dell’autore che ancora stento a ricordare non essere piú tra noi (la stessa cosa mi capita per esempio anche con Lucio Dalla, un altro scrittore geniale a mio avviso) é il testo che un editore si rifiutó di pubblicare e il libro che per Saramago rappresentó un vero e proprio dolore.
Scritto tra il 1949 e il 1952 riflette chiaramente il periodo, durante il quale certe cose erano normali (provateci adesso a dire che é normale picchiare la propria moglie) e altre assolutamente no (ad oggi le prostitute non vengono viste male, anzi, alle volte qualcuna diventa anche parte integrante della politica).

La scenografia é un palazzo a Lisbona abitato da sei famiglie differenti nei sentimenti e nei desideri, una sottile linea di inadeguatezza lega i personaggi in modo piú o meno evidente e alla fine, credo, (perlomeno a me é accaduto cosí) anche il lettore.
Come di consueto mi accade quando leggo, anche io ero dentro al libro, a un angolo delle stanze dove si compivano azioni dolorose, piacevoli o apparentemente silenziose, e osservavo i personaggi, tutti protagonisti, cercare disperatamente un’unica cosa: l’adeguatezza all’esistenza, che forse é la felicitá.
Il personaggio che ho amato e continuo ad amare anche dopo aver letto la 325esima pagina, é Silvestre, il calzolaio con la sua grassa moglie che ama come il primo giorno.
Poi ci sono 4 donne, una madre con le sue due figlie e una zia che sembra piú ‘madre’ di quella vera, poi una coppia che ha perso una figlia e che si odia fino al disprezzo, una coppia con un bimbo che non si odia ma non si ama, una donna mantenuta che detesta la propria madre, una famiglia con padre, madre e una figlia, piuttosto bigotti.

Caetano é il personaggio che odio e che mi ricorda Berlusconi (non so se il povero Caetano sia una vittima della mia indisposizione totale verso il nostro ex Presidente del Consiglio, che io, sottolineo, non ho votato..sia chiaro…sia molto chiaro!).
Si legge “a Caetano piacevano le donne, tutte le donne. La semplice vista di una gonna ondeggiante lo turbava”.

Tra le frasi che ho segnato, la descrizione che Saramago (?) fa della musica “Danza macabra di Honegger”, é cosí accurata che le parole consentono quasi di poter ascoltarla: “il coro dei morti, tra mille grida di disperazione e pena, urló il suo dolore e i suoi rimorsi, e il tema del dies irae soffocó, annulló i risolini di un clarinetto turbolento”.

Mentre scrivo questa recensione mi trovo a Solda dell’Ortles (Trentino Alto Adige) ed é un posto paradisiaco dove leggere, ma anche scrivere, sembra quasi una conseguenza inevitabile un pó come respirare. Ho ancora qualche giorno di ferie poi si ritorna in ufficio, nel frattempo ho portato con me un altro libro, “La bellezza e l’orrore – la grande guerra narrata in diciannove destini” di Peter Englund, autore che non conosco ma ho letto le prime 3 pagine e mi é giá piaciuto moltissmo.

A presto cari lettori …

Caino – Saramago

La cosa ancora più triste dopo la morte di Saramago, fu che, appena il giorno dopo, il Vaticano si espresse sul suo ultimo libro Caino e ovviamente non si espresse a favore e mi sarebbe bastato solo questo per decidere che questo libro mi sarebbe piaciuto 🙂

Leggendo Caino ho capito perché, perché ti costringe a pensare alle contraddizioni che certamente un Dio se esiste non si sarebbe mai sognato di dire e fare.

A tal proposito, al momento in cui Saramago racconta (a modo suo) della cacciata dall’Eden di Adamo ed Eva, mette subito in dubbio l’operato del Signore quando decide di cacciare la coppia rea di aver mangiato il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, allora Saramago scrive:

…persino l’intelligenza più rudimentale non avrebbe alcuna difficoltà a comprendere che essere informato sarà sempre preferibile a ignorare, soprattutto in materie tanto delicate come lo sono queste del bene e del male…”.

Dio appare ridicolo, sembrerebbe così almeno…ma non è vero.
Appare ridicola, invece, l’immagine che la Chiesa ha dato di Dio e del suo rapporto con la “sua creatura” in questo caso Caino che, spesso, nel racconto, appare notevolmente più intelligente dello stesso Signore.
La veemenza linguistica di Saramago si esprime appieno quando lo scrittore si trova a commentare l’ordine dato da Dio ad Abramo di uccidere suo figlio.

La cosa logica, la cosa naturale, la cosa semplicemente umana sarebbe stata che Abramo avesse mandato a cagare..”.

Particolarmente illuminante è il “battibecco” tra Dio e Caino al momento della preparazione dell’Arca, qui Caino prende per i fondelli il Signore e sembra davvero il trionfo della logica sull’illogicità e non potrebbe essere altrimenti.

Il libro finisce che non finisce…e forse è proprio così che deve andare:

“La storia degli uomoni è la storia dei loro fraintendimenti con dio, né lui capisce noi, né noi capiamo lui”

Img da Ibs.it

Di questo mondo e degli altri – Saramago

Durante le vacanze in Corsica ho portato con me due libri, Di questo mondo e degli altri e Caino, del mio amato Saramago, che non c’è più ormai ma che mi resta dentro per il resto della vita come se fosse un altro (migliore) me stesso.

Il libro “Di questo mondo e degli altri” è stupendo, profondo, arriva silenzioso con le sue parole e le sue pagine dentro gli occhi e scivola tra le pareti del cuore per diventare sangue..
Comunque…
Sono 73 racconti reali, quasi tutti episodi di vita vissuta di Saramago che leggerli adesso, proprio adesso che non c’è più, fa quasi “impressione” è come se allora (sono 73 cronache scritte nel lontanto 68/69) sapesse che un giorno di agosto nel 2010 avrei letto quanto stava scrivendo…più che una lettura vi assicuro che sembrava una seduta spiritica tra me, il libro e Saramago.

Non c’è una sola cronaca di quelle riportate che non mi abbia toccata, certamente Lettera a Josefa, mia nonna, come pure Mio nonno, anche.
Poi Speculando sul sisma che se fosse stato scritto oggi non avremmo avuto alcuna difficoltà a ricollocarlo in quanto accaduto alla splendida (per sempre splendida) L’Aquila, non mancano le cronache nelle quali Saramago fa emergere la sua ben nota passione per l’ecologia e gli animali in Gli animali pazzi di collera.

Come ben nota è la sua insofferenza per la stupidità dei precetti che di religioso non hanno proprio nulla, a tal proposito Le grida di Giordano Bruno merita una lettura calma e “assimilante”.

Ci sono anche riferimenti all’Italia e agli italiani e mi sono un po’ emozionata..
Il libro termina con una cronaca che direi quasi provvidenziale perchè, come dicevo, ho scelto questo libro (senza averne mai sentito parlare) per le mie vacanze estive, l’ultimo capitolo si intitola Il perfetto viaggio.

Chi ama Saramago  non può permettersi di non leggere questo libro, alla fine c’è ancora più nostalgia ma vale la pena, vale sempre la pena…

Donare il sangue e leggere libri – cronaca di una domenica di luglio

Ieri è stata una domenica di quelle davvero “complete”, ho fatto qualcosa per  qualcuno che non conosco e qualcosa per me.

Ieri sono andata a donare il sangue per una bimba di 11 anni (chi può farlo mi contatti! si dona al Policlinico di Roma, vi darò tutte le info), e dopo alla Feltrinelli per comprare tanti libri sia di lavoro che di piacere da portare in vacanza (in Corsica a fare trekking!).
I libri che ho acquistato e dei quali presto vi farò la recensione sono due della Apogeo (casa editrice che mi piace davvero!) , due di Saramago e uno di autori che non conoscevo…ma promette bene!

Uno “Editoria digitale” e l’altro “web usability 2.0 – l’usbilità che conta“, per quanto riguarda questo ultimo è una sorta di compendio di aggiornamento di quello ben più nutrito uscito nel 2002 (che ho letto ovviamente 🙂 e che è un must per tutti coloro che desiderino fare web marketing.

Tra i libri che porterò in vacanza, due del mio caro e preferito SaramagoCaino” e “Di questo mondo e degli altri” e uno che si intitola “Il libro dell’ignoranza” di John Lloyd e John Mitchinson.

Sapete perchè ho comprato questo ultimo libro???
In copertina c’è scritto: “Di che colore è il vostro cervello?….se avete risposto grigio compratevi questo libro“…

Ecco…io ho risposto “grigio“….questo a testimonianza del fatto che la Laurea non serve a un ceppa 🙂

SERVE LEGGERE…E TANTO!

PS. Ricordatevi che se avete intenzione di donare il sange c’è una bimba per cui farlo…fatemi sapere!

se andrete al centro polistrasfunsionale del Policlinico potrete leggere una poesia bellissima, stupenda di una ragazza oramai non più tra noi , dedicata a tutti i donatori di sangue…ho pianto e lo farete anche voi, ne sono sicura…perchè altrimenti non stareste a leggere questo blog…

Grazie…per ora

Il Quaderno – Saramago

E’ recente la polemica sorta in seguito alla mancata pubblicazione da parte di Einaudi (Mondadori) del libro di Saramago intitolato “il Quaderno“. Ad oggi anora non ho capito il perchè, visto che a Berlusconi il premio Nobel dedica sicuramente molto meno interesse di quanto, invece, non ne dedichi a Bush o al Papa.

Saramago è tra i miei autori preferiti, il suo modo unico e profondo di comunicare è qualcosa che va oltre la scrittura è qualcosa che ha a che fare, quasi, con il paranormale..

Tornando a noi, anzi a “Il Quaderno”, il ibro raccoglie alcuni dei post pubblicati dall’autore sul suo blog, che ci riportano alla mente e al cuore gli ultimi accadimenti, i più rilevanti per Saramago ma anche per me e quasi sicuramente anche per voi che leggete.

Inizio subito a sottolineare una bellissima frase di un giorno di settembre di un anno fa “…. fisicamente abitiamo uno spazio ma sentimentalmente siamo abitati da una memoria”….

Eccoci con alcune  affermazioni per l’ex Presidente degli Stati Uniti, non lascia adito a interpretazioni: “Mi chiedo come e perchè gli Stati Uniti, un paese grande in tutto, abbia avuto tante volte presidenti tanto piccoli“.
Alcune pagine più in la ecco che Bush diventa “un maligno prodotto della natura..”

Su Berlusconi non spende, in realtà, parole peggiori, inizia parlando del popolo italiano dicendo “il popolo italiano …è dimostrato come l’inclinazione sentimentale che prova per Berlusconi, tre volte manifestata,  sia indifferente a qualsiasi considerazione di ordine morale“.
Ha parole anche per la sinistra “non ha più la schifosa idea del mondo in cui vive“.

Verso la fine del libro (Marzo 2009) il post intitolato “la democrazia in un tassì” inizia ironizzando sul cavaliere come “eminente statista…ha appena partorito nel suo privilegiato cervello..”
Ha parole anche per la sinistra “non ha più la schifosa idea del mondo in cui vive“.

Dell’Italia, però (e come contraddirlo!) Saramago “salva” e anzi elogia la meravigliosa Rita Levi Montalcini a lei intitola un intero paragrafo (un post) “Quando sarò grande  voglio essere come Rita” e Saviano, lì dove  scrive “mi sento quasi insignificante davanti alla dignità e al coraggio dello scrittore e giornalista Roberto Saviano, maestro di vita.”

Non è timido Saramago e nemmeno il Papa lo fa tacere, anzi…”non sopporto  di vedere i signori cardinali e i signori vescovi abbigliati con lusso che scandalizzerebbero il povero Gesù di Nazareth...”.

E poi ancora riflessioni, come solo lui sa fare, come solo lui riesce quando ci appiccica addosso quella sensazione di aver non letto ma assorbito, inermi, un fiume in piena.
Rilfessioni sulla crisi economica, su speranze e utopie, sulla lettura, sui giovani di oggi “ i nemici in casa sono i giovani di adesso per i propri genitori..”, riflessioni sul maltrattamento degli animali, sul conflitto Israele e Palestina, sull’elezione di Obama, su Rosa Parks, sulla pedofila e su Hitler.

Il libro “Il quaderno” sembra quasi una finestra aperta sul passato, non troppo lontano…da leggere sicuramente.