Il nostro autismo quotidiano – storie di genitori e figli

Vi ho mai detto che spesso, quando non conosco l’autore di un libro, decido di basarmi sulla copertina?
Se la copertina mi piace lo compro anche se non conosco nulla né sull’autore né sul titolo.
Se poi è un argomento che mi incuriosisce ci metto esattamente 2 secondi per prenderlo, andare alla cassa e pagare. Acquisto anche ebook ma il cartaceo è cartaceo, c’è poco da fare.

Allora, dicevamo, ho acquisto questo libro “il nostro autismo quotidiano” per questi due motivi, la copertina che ritrae delle matrioske (le adoro) e l’argomento “autismo” che mi ha sempre interessato.

Tutto iniziò quando ero al Liceo. L’estate organizzavamo dei dopo scuola per tutti i più piccoli che per qualche motivo non potevano recarsi in vacanza e lì potei assistere con i miei occhi ai passi da gigante fatti da un ragazzino autistico. Non parlava, si isolava, spariva alle volte.
Le attività di socializzazione, le attività sportive, l’aver legato con alcuni animatori lo ha come fatto “uscire” dal buio in cui questa diabolica sindrome, un tempo erroneamente attribuita alla “semplice” carenza di affetto da parte della madre (non è così e grazie alla scienza questo ormai è un dato di fatto, supportato da studi e ricerche condotte da autorevoli esperti) sembrava averlo destinato..

Il libro contiene tutte storie vere di bambini autistici e della fatica, enorme, abominevole, che i loro genitori fanno quotidianamente adattando tutta la loro vita alle bizzarre e a volte pericolose autolesionistiche attività dei propri figli.

Non sono una mamma, non ho figli quindi posso solo immaginare, ma vi assicuro che queste lettere di mamme veramente “coraggio” (altro che i santi che fanno miracoli!) lasciano poco all’immaginazione, vi entrano dentro ed è come se stesse lì con loro ad assistere all’ennesima crisi di un bellissimo bambino, al mutismo di un altro, ad alcuni sprazzi di lucidità e vivace intelligenza che devastano le speranze della famiglia quando si trasformano, inevitabilmente, in episodi di lontana memoria.

Poi c’è anche qualche accusa a una Sanità, quella italiana, che troppo spesso non offre alcuna via di uscita a chi si trova a dover fronteggiare (si, fronteggiare) un bambino autistico.

Il libro è una mano calda sul cuore di chi crede di non avere più speranza e contiene anche tutti gli indirizzi delle varie sedi dell’Associazione ANGSA.

E il mio pensiero, ora che ho 39 anni, vola ancora a lui, a quel ragazzino che so essere diventato un ragazzotto altro 1.80 e robusto (perché le persone autistiche non hanno generalmente alcun problema fisico) e mi piace pensare che possa avere un vita sociale, un lavoro, piccole o grandi soddisfazioni che lo facciano sentire vivo.

Coraggio a tutti voi che ogni giorno avete un piccolo grande amore da difendere.

il-nostro-autismo-quotidiano

Buona lettura cari lettori.

 

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Breve guida al suicidio – Giuseppe Galato

Non é quello che sembra, lo dico in apertura perché di questi tempi potrebbe sembrare una cosa seria…e in effetti é una cosa seria (perché il libro fa riflettere anche se in modo ironico, sui molteplici paradossi dei nostri tempi) ma non parla realmente di suicidio anche perché altrimenti sarebbe un reato ( insomma nulla a che fare con l’istigazione).
Detto questo, é un testo dissacrante, duro ma al contempo vero o tragicomicamente vero.
Non recensisco libri che non mi sono piaciuti, a meno che non si tratti di autori “storici”, morti insomma, di modo che non possano offendersi…
Questo mi é piaciuto perché l’ho trovato in linea con lo stile dei miei due autori preferiti ovvero Benni e Pennac.
E poi lo devo dire, probabilmente chi mi ha chiesto di leggere “Breve guida al suicidio” in qualche modo mi conosce o comunque conosce questo blog, perché questo libro non puó non piacere a una come me 🙂 .
Tornando al libro di Giuseppe Galato, sono 100 pagine di storie semi-vere, é difficile dire quanto di vero e quanto di inventato ci sia all’interno di ogni storia, vi diró di piú…
Letto 6 o 7 anni fa avrei pensato subito senza esitazione alcuna, che erano tutte storie inventate, ad oggi, pur rendendomi conto della impossibilitá direi “tecnica” che questi fatti possano essere davvero accaduti, potenzialmente TUTTO puó essere..siamo in una (in)civiltá quasi geneticamente cacofonica dove trovare un senso etico morale puó essere molto piú complicato che trovare un partito politico degno di questo nome.
Nello specifico ci sono diversi punti in perfetta sintonia con me, ma ne cito solo alcune, intanto il fatto di considerare le soap opera come la morte mentale: “molte persone sembrano sembra riescano a porre fine alle loro esistenze rimanendo in vita per molti anni, magari guardando soap opera…”.
Sui modi per suicidarsi non posso non citare “volevo darmi fuoco, ma la benzina costava troppo“…
Non posso ( nemmeno volendo, credetemi) non citare qualcosa sulle storie dove protagonista é la religione.
La Bibbia non é in realtà un testo sacro, ma il tentativo di scriver un best-seller Fantasy“.
Da non perdere il dialogo (pag 74) tra Dio e il sig. Grisoni…

Non é un libro per diciottenni né per 25enni cretini o comunque non per cretini di qualsiasi etá.
É un libro che ha lo “svantaggio” di dover – necessariamente – essere letto da persone intelligenti, mi rendo conto di sembrare poco modesta ( in questo modo mi auto definisco intelligente) ma lo sono davvero e anche tu che leggi evidentemente, perché sennó sul mio blog non ci saresti mai arrivato 🙂 .
Qui trovate link di riferimento:
Breve guida al suicidio

La fine del mondo storto – Mauro Corona

Per chi ama (e adora) la Natura come me, leggere libri come questi è come sentirsi a casa, ovunque si stia, sull’aereo inviaggio verso Dublino, sul treno per raggiungere Roma,  a lavoro, durante la pausa pranza..è un libro “buono” che ci fa comprendere con un linguaggio chiarissimo ma mai scontato,l’importanza del preservare le Energie che la Natura ci dona gratuitamente ogni giorno.
Lungi dall’essere un libro romantico o ridondante nei concetti che da anni ci propinano con pubblicià progresso che passano veloci come fulmini tra un pianto e l’altro di qualche talk show, La fine del mondo storto di Mauro Corona è a volte “atroce”, duro.

Immaginate che un “giorno il mondo si svegla e scopre che sono finiti il petrolio, il carbone e l’energia elettrica..Gli uomini si guardano l’un l’altro, hanno occhi smarriti e il terrore stringe i loro cuori. E ora come faranno?

Di occasioni di immaginare cosa possa accadere ce ne sono molte, basta un po’ di immaginazione appunto..ma leggere così nero su bianco fa quasi paura…
La prima volta che nel libro si cita il titolo stesso, ovvero di “la fine del mondo storto” è a pagina 29, quasi alla fine lì dove si preannuncia l’arrivo dell’inverno “si porta nella gerla la fine del mondo…la fine del mondo  storto.Un mondo pieno di roba superflua..un’anguria marcia disfatta dalle scarpe ferrate dell’eccesso“.

Che succede a questo punto? Alcuni sopravvivono altri no…meglio chi ha vissuto e vive in montagna che sa ancora usare le mani…qualche politico sopravvive (io direi..putroppo 🙂 ) ma anche qui la frasce che accompagna “la scena” è davvero spiazzante…Non vi resta che leggerlo perchè se mi seguite allora vi piacerà!
Poi fatemi sapere!

PS. Sono andata sul sito dell’autore Mauro Corona ho trovato altri titoli e bellissime copertine (io guardo anche quelle…) che acquisterò sicurament; quella di sotto riportata è la copertina de La fine del mondo storto.

Cliccando sull’immagine della copertina del Libro accedete a IBS Libri

Grazie, ecco perchè senza gli immigrati saremmo perduti

Il libro intitolato “Grazie, ecco perchè senza gli immigrati saremo perduti” di Staglianò è una dimostrazione palese dell’imbecillità di chi pensa che l’Italia può campare senza immigrati.
Non è un testo “sentimentale” strappalacrime ma, invece, un testo “scientifico” che, dati alla mano, ci fa comprendere quando dal punto di vista economico gli immigrati siano, attualmente e per il futuro sempre di più, la soluzione della crisi italiana e non solo direi.
24 vicende per ogni ora della giornata, per “ogni giornata, una giornata gentilmente offerta dali stranieri“.

Il libro inizia subito con una percentuale.
Il 10% del Pil  è prodotto dagli immigrati.

Inizia con le ore 1: le badanti, ci avete mai pensato?? Dove vanno le badanti che si ammalano? Chi “bada” a loro?
Ore 2, i pescatori: lo sapevate che molti pescatori hanno nomi italiani ma sono stranieri perchè così fanno maturare la pensione agli italiani??
Ore 5: addette alle pulizie come Afida, straniera che deve anche mantenere il marito (ITALIANO) perchè invalido al 75%, lei prende 600 euro di stipendio e ne paga 750 di affitto.
Ore 13: cuochi e lavapiatti, lo sapevate che la migliore carbonara premiata dal Gambero Rosso è stata cucinata da un tunisino??

Detto questo, bisognerebbe solo ricordarsi una cosa, una cosa soltanto: dal 1861 ben 30 milionidi italiani sono partiti per cercare lavoro all’estero…OVVERO SONO IMMIGRATI!

Blog di Riccardo Staglianò

Vaticano S.P.A. – Gianluigi Nuzzi

Non sono fissata con la “Chiesa”, può sembrare così ma non lo è, sono solo fissata con la verità.
Dopo La Questa di Curzio Maltese ho deciso di leggere Vaticano S.P.A.: che ve lo dico a fare, mi stavo sentendo male.
Esagerata?
Forse, dipende dall’ottica con la quale si legge.
Io leggo con l’ottica della donna che ha frequentato, dall’asilo al liceo, nell’ordine: suore, suore e preti.
Poi ho finalmente studiato all’Università, La Sapienza.
Tuttavia anche qui, in nessun corso di quelli da me seguiti, ho mai letto alcunchè di riferito alla Chiesa…
Vaticano S.P.A. è un testo quasi universitario secondo me, non è da leggere sotto l’ombrellone perchè ti costringe al voltastomaco e vomitare in spiaggia non sta bene.
Comunque, è storia, pura storia.
Il testo affronta tematiche come la “straordinaria” storia di Marcinkus: “si può vivere in questo mondo senza preoccuparsi del denaro?” (parole sue eh!)
Sul trio Sindona , Marcinkus, Calvi, sullo IOR:una banca a tutti gli effetti…solo che non può essere perquisita nè i dirigenti interrogati, fico eh.
Che fine ha fatto Angelini? E l’Affare Enimont: la maxitangente , il riciclaggio dello IOR…

Se avete lo stomaco forte potete leggerlo…è inconcepibile, io non riesco a comprendere come la chiesa possa occuparsi di denaro quando  l’unica volta che si adirò il suo “superiore” fu quando trasformarono il Tempio in un mercato…

Dal Blog di Beppegrillo.it: Vaticano SPA

Pagina su Facebook Vaticano S.P.A.

PS. Qualcuno mi ha detto “ma che ti metti a scrivere queste cose su Internet???  E se poi capiscono chi sei???
Ecco, siccome fino ad oggi – 4 agosto 2011 – c’era effettivamente il rischio che non si capisse bene chi ci fosse dietro tutta questa eresia, ho deciso di metterci la faccia:

Sono Chiara (uff. Mariachiara) Marsella, e non mi fa paura nessuno 🙂

I segreti delle spose indiane – Monica Pradhan

Kiran, Preity e RaniMeenal, Saroj e Uma. Madri e figlie protagoniste tante storie.
L’India e i tanti mondi che raccoglie, ma anche gli Stati Uniti, e la necessità di ricostruire una vita lì dove tutto è grande e sconosciuto, ma che è diventato casa tanto quanto l’India.
Il racconto madri e figlie, ma soprattutto storie di donne che hanno messo al primo posto nella loro vita l’amore ognuna a suo modo, ognuna con la propria impronta. “I segreti delle spose indiane” è un libro di Monica Pradhan edizione Newton Compton, dove si intrecciano le vite e i racconti di queste sei donne, e dei loro problemi, i loro sogni, i loro matrimoni, e le loro storie d’amore dentro e fuori il matrimonio.

Un romanzo emozionante, strutturato sul racconto e sulla percezione di ognuna delle spose che prendono di volta in volta la parola, con la loro storia, le paure, i dubbi che ogni donna porta con se, ma con il bagaglio culturale di chi vive a metà tra due culture.
Le ricette fanno da spartiacque tra un racconto e l’altro, tra un punto di vista e un altro, tra una storia e l’altra. Ricette uniche, perché personalizzate da chi le scrive, e vissute. Tradizionali o riviste, sbrigative o accurate. Anche nel dettaglio di come mescolare le spezie si intravedono tratti delle personalità delle spose.
Racconti appassionanti, temi importanti.
I fatti religiosi tra indù e mussulmani, il tema dei matrimoni combinati, attualizzato con i nuovi strumenti di comunicazione, la malattia, l’amore e il tradimento, e ancora tanti altri sono i temi che nella quotidianità della vita di queste donne vengono affrontati, con la semplicità di una chiacchierata tra amiche.

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L’altra parte del mondo – Rita Levi Montalcini

Il libro “L’altra parte del mondo” di Rita Levi Montalcini, si capisce subito dal titolo, parla delle donne, l’altra parte del mondo appunto:”le donne escluse dal potere sono piùlibere nel giudizioe prontea ribellarsi“.

Scorre sotto gli occhi con estrema semplicità, è quindi un testo che tutti possono leggere, non impegnativo e credo volutamente non impegnativo in modo da raggiungere anche il cervello degli uomini…. 🙂

La donna vista in diversi ambiti, descritta da una mente densa di materia grigia, quella di Rita Levi Montalcini, che ci introduce nell’universo che spesso di rosa non ha nemmeno la sfumatura.

Ripeto, non impegnativo quindi in alcuni casi mi ha annoiato però anche da qui ho tratto delle frasi per me molto significative: “non sempre per cambiare le cose c’è bisogno di violenza, molto spesso basta l’indignazione“.
Interessante notare che anche il Premio Nobel, come Oddifreddi ne “il vangelo secondo la scienza”, parla dell’aneddoto della “costola” di Adamola figura femminile, nata dalla costola di Adamo, è considerata dipendente e assume il ruolo di compagna, madre e moglie“.

Parla dell’importanza dell’istruzione (e vorrei sottolineare che quando si iniza a tagliare i fondi all’istruzione se non c’è una chiara ed evidente intenzione ad asservilire il popolo rendendolo ignorante…poco ci manca) e nel libro c’è spazio anche per il ruolo della donna nel digitale e nei social network (come saprete la mia tematica preferita…).

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