Le guarigioni del cervello – Normann Doidge

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Copertina libro Doidge

Doidge, psichiatra, psicoanalista e giornalista, scrive “Le guarigioni del cervello – le nuove strade della neuroplasticità: terapie rivoluzionarie che curano il nostro cervello“.
Sono sempre stata affascinata dalle capacità del cervello, dal fatto che questo sia la sede di tutto e dal fatto che è qui che si trova, davvero, il cuore. Così, quando ho letto il titolo di questo libro non ho potuto fare a meno di acquistarlo, è qualcosa che il mio stesso cervello mi ha ordinato di fare 🙂 . Sono oltre 500 pagine, nelle quali l’autore ci racconta storie vere di persone che hanno ritrovato, in modo sorprendentemente “semplice”, la gioia di vivere e qui segnalo – come mia abitudine – le parti che più mi hanno colpito: esercizio fisico, sole, musica.

Primo caso, qui il movimento, lo sport (in questo caso lunghe passeggiate) ha prodotto effetti a dir poco miracolosi: “...iniziò a documentarsi … l’esercizio fisico può simulare il rilascio di fattori di crescita nervosi ..”

Il ruolo del sole e diciamo del calore da esso generato che diventa terapia è straordinariamente descritto in un casuale incidente avvenuto in un laboratorio sulle urine di alcuni bambini malati di ittero, lasciate per errore al sole: “… scoprirono che la bilirubina in eccesso nel campione era stata in qualche modo distrutta …” .

Avete mai sentito parlare del Pons e del neuroscienziato Yuri Danilov? Io mai prima di leggere questo libro e ancora mi sto chiedendo perchè la Chiesa non faccia santi questo tipo di persone.
Ad ogni modo, Yuri Danilov nel suo laboratorio, insieme ad altri illustri suoi colleghi, ha creato questa semplice macchinetta portatile (Pons) che si mette per alcuni minuti in bocca in quanto è attraverso la lingua (omeostasi) che abbiamo una sorta di comunicazione con il cervello, utilizzata per contrastare la sclerosi multipla, il parkinson, la mancanza di piccole parti di cervello.
Ecco qualche frase che ho sottolineato:
“... in molti casi la cecità è in parte un problema motorio”
“… si canta con l’orecchio … l’orecchio possiede l’equivalente di uno zoom, zoom emotivo”
“… la musica può essere utilizzata per modificare i ritmi cerebrali“.

Personalmente continuo a chiedermi perchè queste scoperte così importanti non siano oggetto di comunicazioni istituzionali fruibili da tutti e non solo da chi, per puro caso, decide di acquistare un libro, mentre diventa un caso mondiale non tanto lo studio ma, additittura, la citazione di uno studio sulla carne rossa e i suoi – già ben noti – effetti nocivi in caso di consumo eccessivo.

I misteri made in Italy. 😐

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Il nostro autismo quotidiano – storie di genitori e figli

Vi ho mai detto che spesso, quando non conosco l’autore di un libro, decido di basarmi sulla copertina?
Se la copertina mi piace lo compro anche se non conosco nulla né sull’autore né sul titolo.
Se poi è un argomento che mi incuriosisce ci metto esattamente 2 secondi per prenderlo, andare alla cassa e pagare. Acquisto anche ebook ma il cartaceo è cartaceo, c’è poco da fare.

Allora, dicevamo, ho acquisto questo libro “il nostro autismo quotidiano” per questi due motivi, la copertina che ritrae delle matrioske (le adoro) e l’argomento “autismo” che mi ha sempre interessato.

Tutto iniziò quando ero al Liceo. L’estate organizzavamo dei dopo scuola per tutti i più piccoli che per qualche motivo non potevano recarsi in vacanza e lì potei assistere con i miei occhi ai passi da gigante fatti da un ragazzino autistico. Non parlava, si isolava, spariva alle volte.
Le attività di socializzazione, le attività sportive, l’aver legato con alcuni animatori lo ha come fatto “uscire” dal buio in cui questa diabolica sindrome, un tempo erroneamente attribuita alla “semplice” carenza di affetto da parte della madre (non è così e grazie alla scienza questo ormai è un dato di fatto, supportato da studi e ricerche condotte da autorevoli esperti) sembrava averlo destinato..

Il libro contiene tutte storie vere di bambini autistici e della fatica, enorme, abominevole, che i loro genitori fanno quotidianamente adattando tutta la loro vita alle bizzarre e a volte pericolose autolesionistiche attività dei propri figli.

Non sono una mamma, non ho figli quindi posso solo immaginare, ma vi assicuro che queste lettere di mamme veramente “coraggio” (altro che i santi che fanno miracoli!) lasciano poco all’immaginazione, vi entrano dentro ed è come se stesse lì con loro ad assistere all’ennesima crisi di un bellissimo bambino, al mutismo di un altro, ad alcuni sprazzi di lucidità e vivace intelligenza che devastano le speranze della famiglia quando si trasformano, inevitabilmente, in episodi di lontana memoria.

Poi c’è anche qualche accusa a una Sanità, quella italiana, che troppo spesso non offre alcuna via di uscita a chi si trova a dover fronteggiare (si, fronteggiare) un bambino autistico.

Il libro è una mano calda sul cuore di chi crede di non avere più speranza e contiene anche tutti gli indirizzi delle varie sedi dell’Associazione ANGSA.

E il mio pensiero, ora che ho 39 anni, vola ancora a lui, a quel ragazzino che so essere diventato un ragazzotto altro 1.80 e robusto (perché le persone autistiche non hanno generalmente alcun problema fisico) e mi piace pensare che possa avere un vita sociale, un lavoro, piccole o grandi soddisfazioni che lo facciano sentire vivo.

Coraggio a tutti voi che ogni giorno avete un piccolo grande amore da difendere.

il-nostro-autismo-quotidiano

Buona lettura cari lettori.

 

Noi siamo il nostro cervello – Dick Swaab

Dick Swaab, docente di Neurobiologia Facoltà di Medicina Università di Amsterdam: Noi siamo il nostro cervello – Come pensiamo, soffriamo e amiamo.

Non è un libro per romantici o comunque per i romantici che amano restare tali, perché il libro “Noi siamo il nostro cervello” “riduce” tutto, o quasi, a una serie di impulsi elettrici e connessioni del cervello, dell’amigdala e altri suoi fratelli e sorelle.
Se sei omosessuale, se sei molto religioso, se sei pedofilo, sei sei cattivo o troppo buono, se sei insensibile, aggressivo, insomma se “sei” è perché lo ha deciso il tuo cervello, molto spesso mentre eri nella pancia della tua mamma, oppure è un tumore. Allora, mi rendo conto che detta così è piuttosto “forte” ma capite bene che sono 450 pagine e in qualche modo devo riassumere…

Il libro è interessantissimo, esso mostra “come si differenzia il cervello dei maschi da quello delle femmine..il processo per cui invecchiamo, siamo colpiti da demenza e moriamo..come si è sviluppato il comportamento morale”.
Oltre a mostrarci numerosi casi clinici veramente particolari e alcuni, direi, fuori da ogni logica, Swaab (che, non dimentichiamolo, non è mica pizza e fichi, è cresciuto a pane e medicina, visto che anche i suoi genitori erano medici) ci parla di medicina certo, ma anche di filosofia, storia, etica, utilizzando, sempre, un linguaggio chiaro, esaustivo e privo di tecnicismi.

Andiamo alla recensione.
Come sempre ho appuntato alcune pagine delle quali voglio assolutamente parlarvi perché rendono bene l’idea della tipologia di testo, assolutamente adatto a tutti e in primis a chi vuole capire.
Primo shock (almeno per me): la “forza” della prolattina che, somministrata ad alcuni topi maschi li ha indotti a comportarsi esattamente come le loro signore, assumendo un vero e proprio comportamento materno.
Secondo shock: l’insensibilità di alcune madri potrebbe essere scientificamente dovuta  alla presenza di poca ossitocina “considerata come il trasmettitore dell’affetto, della generosità, della calma, della fiducia e dell’appartenenza reciproca” .
Se, invece, la mamma, anche se buona, tuttavia fuma, allora è pazza  e per me anche piuttosto stronza.
Per Swaab è piuttosto grave perché una donna incinta che fuma procura al bambino una serie di problemi neurologicidisturbi di teralogia comportamentale o funzionale”.

Tra i cretini e gli stronzi (questo lo dico io, anche se, sono sicura, lo pensa anche Swaab) c’è da annoverare chi pensa ancora che l’omosessualità sia una malattia o un peccato (cretini che pensate questa cosa andate a pagina 71, 81 e 86 e informatevi su cosa sia il BIID; dopodiché uscite da questo blog perché è fatto per essere letto da persone intelligenti, grazie).

Parliamo di obesità, questo si che è un problema, ad oggi gli obesi sono 300 milioni e le persone in sovrappeso un miliardo, e di anoressia che è a tutti gli effetti una malattia neurologica (ipotalamo) e non ha nulla a che vedere con le top model, così si legge “il fatto che una ragazza cieca dall’età di 9 mesi una volta raggiunti i 18 anni sia diventata anoressica non conferma affatto l’idea che sia un pericolo vedere delle modelle magre”.

Per quell’altra categoria di cretini (ahimè soprattutto giovani) che assumono ecstasi (XTC) c’è tutto un capitolo dedicato con tanto di stravolgente aneddoto riguardante un’infermiera che, in procinto di scrivere una tesi sulla XTC, decise di provare lei stessa questa droga.
Risultato?
Quattro giorni in coma e dopo diversi anni, ad oggi, non riesce ancora a leggere un libro, a trovare le parole per articolare un discorso.

Altro shock: ho scoperto cos’è la sindrome neglect (“può riguardare anche la metà sinistra del corpo di chi ne è affetto. Il paziente non percepisce più come propri il braccio o la gamba … non lava e non veste quel lato del corpo e si pettina i capelli solo sulla parte destra della testa”) ma la cosa “bella” è che “il cervello riempie quotidianamente in modo inconsapevole i buchi della memoria, anche quando è sano”.

Ce ne sta anche per i religiosi incalliti. A pagina 336 Swaab (che non è ovviamente religioso) passa in rassegna la allucinazioni di vari Santi e personaggi storici: San Paolo, Giovanna d’Arco, Maometto. Per loro solo due parole: sindrome Waxman-Geschwind.

Vi lascio con due frasi, una ripresa dalle prime pagine, che però reputo stia proprie bene alla fine di questa recensione, l’altra è una massima di Voltaire che Swaab invece, ci regala verso la fine del libro.

“… esiste una memoria fetale per quanto riguarda il suono, le vibrazioni, il gusto e l’olfatto. In linea di principio appare quindi possibile che roviniamo il cervello dei nostri figli non solo fumando … ma anche guardando cattivi programmi televisivi. Si dovrebbe quindi prendere un bel libro ogni tanto e leggerlo a voce alta al feto, nella speranza che la prossima generazioni si riavvicini alla lettura”.

La medicina consiste nel divertire il paziente mentre la natura guarisce la malattia” Voltaire.

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Le porte della percezione – Aldous Huxley

Piuttosto “strano”, direi stranamente originale, il libro Le porte della percezione  di Aldous Huxley lo scrittore britannico noto per essere stato favorevole al’utilizzo degli allucinogeni.
Il saggio in questione è stato scritto (1954) proprio in seguito alla sperimentazione di una “droga” , la mescalina.

L’autore decide di provare la mescalina in una luminosa mattina di maggio e lo fa per “cambiare la mia coscienza ordinaria  in modo da essere in grado di conoscere dall’interno ciò di cui il visionario, il medium….“.
E’ un libro sul funzionamento del cervello dopo l’assunzione di una droga, cosa accade alla mente  ?
Essa inizia a percepire in termini di intensità di esistenza…
Personalmente ho avuto qualche dubbio sull’efficacia di un test simile (  i miei dubbi sono dovuti al fatto che sono geneticamente prevenuta, non bevo e non fumo, l’unica “droga” per me è lo sport, ma non sei lucido quando fai sport rischi di farti molto, ma molto male 🙂 ).
Comunque, l’autore riconduce anche alcune esperienze di arte in esperienze visionarie positive.
Già perchè l’esperienza visionaria che si traduce in arte (i Gigli d’acqua di Monet, caccia nottura di Paolo Uccello) è positiva perchè  si assiste a una separazione dal corpo.
L’esperienza diventa negativa quando si avverte il proprio corpo che diventa “denso” e di solito accade, scrive Huxley, quando colui che assume la mescalina per esempio, cova in sé già esperienze negative.
Su una cosa sono perfettamente concorde, non so se vi è mai capitato di guardare attraverso una gemma o un cristallo, io lo faccio spesso perchè amo le pietre, anche e soprattutto grezze.
Provate e avrete una strana sensazione.
In questo caso l’autore del libro dice che produce “sensazioni che ricordano l’esperienza visionaria degli antipodi della mente“.
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Non consiglio, nemmeno per sperimentare, l’assunzione di un bel niente, a mio avviso il genere umano è già tanto “sfasciato” mentalmente di suo che aggiungere legno sul fuoco non può farci altro che bruciare vivi.
Però consiglio il libro, almeno se siete un po’ strani 🙂

Copertina del Libro, ripresa da Feltrinelli

Supersenso – Perchè crediamo nell’incredibile – Bruce M. Hood

E’ un figata, dovete leggerlo soprattutto se vi piace comprendere alcuni comportamenti che vi appaiono incredibili o non spiegabili…evitate di leggerlo se avete una visione romantica del mistero..potrebbe sconvogervi :).

Supersenso, scritto dal direttore del Cognitive Development Center dell’experimental Psychology Department dell’Università di Bristol, apre la mente, definitivamente, e dopo averlo letto non sarai più lo stesso …e menomale.

Intanto vi siete mai chiesti perchè c’è una certa reticenza ad andare ad abitare in quelle costruzioni e case chiamate dagli agenti immobiliari  “stigmatizzate”? Case dove sono accaduti efferati omici o stragi?
Bruce lo spiega molto bene anche portando casi reali di case “fantasma” 🙂  “Gli esseri umani hanno un’inclinazione naturale ad avere credenza soprannaturali“.

Questo accadrebbe a casua del Supersenso, si occupa “dei pensieri e dei comportamenti legati al soprannaturale..“.
Ma perchè si crede al soprannaturale? “La ragione principale… è l’esperienza personale

Non mancano, di tanto in tanto, i quiz…e vi faranno sentire profondamente stupidi..per esempio: “Sapreste dire quanti invitati dovrebbero essere presenti a ogni festa affinchè in  una metà dele feste a cui partecipate in un anno vi siano due persone nate lo stesso giorno?…
Io conosco la risposta perchè l’ho letta sul libro..ma non ve la dico..

Il cervello vede e non gli occhi..la mente non è pigracerca sempre attivamente di trovare un senso..” (Vasco Rossi lo dice spesso..”Voglio trovare un senso a questa vita. Anche se questa vita un senso non ce l’ha”).

Che cosa dire di tutti gli infiniti riti scaramantici dei personaggi famosi, politici, sportivi e attori?
Si cerca solo, con questi atteggiamenti, di credere di essere artefici della propria fortuna perchè ” l’incapacità di agire è psicologicamente dolorosa“.

Mi piace, molto, la definizione dell’autore sulla diversità dei sessi, consiglierei questo libro al Papa, ai cattolici bigotti, a Berlusconi (insomma a tutti quelli che non hanno il rispetto della vita altrui), ecco cosa scrive Hood:  “In verità molti dei nostri confini biologici intuitivi, come l’identità sessuale, sono pi apparenti che reali. Le somiglianze e le origini comuni sono molte di pi di quanto ci sembri. Se non mi credete, domandatevi perchè gli uomoni hanno i capezzoli” .

E a proposito del  religione : “..una buona preparazione scientifica può combattere la diffusione del virus religioso..”.

Nel libro vengono dettagliatamente presentati anche diversi esperimenti attraverso i quali l’autore spiega, scientificamente, quel che il nostro Supersenso accetta come incredibili.
Si parla di sesso, religione, di malattie strane come la sindrome di Capgras che ci fa credere di essere circondati da alieni..io questa sensazione ce l’ho ogni volta che inquadrano l’aula del Parlamento.

Vorrei lasciarvi, come di consueto, con quella che per me è la frase più bella del libro e si riferisce al concetto di “morte”:

Lo stato di morte è semplicemente il processo della vita in direzioni diverse“.

Copertina del libro Supersenso di Hood
Supersenso - Perchè crediamo nell'incredibile

Nulla Succede per caso –Le coincidenze che cambiano la nostra vita – Robert H. Hopcke

Ancora faccio una certa fatica a credere che possano accadere così tante coincidenze eppure bisogna crederci perché “Nulla succede per caso” è stato scritto mica da Babbo Natale, ma da Hopcke, psicoterapeuta e direttore del Center for Symbolic Studdies, formatosi sul pensiero di Jung.

Se partiamo dal presupposto che niente succede per caso, nel senso che tutto quanto ci accade è potenzialmente significativo…”… “….secondo tempi e modalità proprie, ognuno di noi si muova verso un significativo consolidamento del suo io più profondo, anche  quando gli altri dall’esterno possono pensare che la vita intrapresa sia folle…”.
Quindi il libro non è un elogio del caso o della magia ma del significato che sottosta alle coincidenze, “eventi sincronistici” li definisce Hopcke.
Sono numerose le storie di vita reale riportate nel libro che Hopcke racconta e analizza con un linguaggio molto semplice.

Persone scettiche come me avranno e continueranno ad avere dubbi su quanto riferito dallo psicoterapeuta, tuttavia se facciamo mente locale ci ricorderemo sicuramente di qualche fatto “insolito” che ci ha quasi cambiato la vita.
E’ vero, Hopcke è un personaggio insomma ,…ma nonostante il libro mi sia piaciuto faccio un’enorme fatica a leggere in quelle storie i significati che l’autore dice di leggere.
L’idea, per esempio, che possano esistere persone che fanno lo stesso identico sogno (sogno condiviso) mi spaventa e mi attrae…
Nulla succede per caso viene riferito nel libro a diversi ambiti, lavoro, amicizia, amore, denaro, sogni .

A tal proposito voglio riportarvi una frase dell’autore riguardo il denaro: “non è altro che cellulosa e colorante, è fatto dello stesso materiale dei Kleenex o di una carta di caramella…”.

Sui sogni: “Può darsi che i nosri sogni abbiano il compito di prendersi cura dell’anima raccontandoci di notte  e in termini simbolici, una storia su di noi e su chi siamo.

Se siete appassionati di libri sul cervello compratelo…se siete “troppo” razionali..mah forse è meglio di no 🙂

Nutri il Tuo Buonumore – vincere lo stress e favorire stati d’animo positivi con l’alimentazione

Non sono una mangiona, anzi…ho anche il ferro piuttosto basso tanto che dopo una donazione di sangue il dottore mi ha prescritto isairon (che tuttavia non è più in circolazione...)…vabbè ma questo è un altro discorso….
Comunque… ho letto il libro “Nutri il Tuo Buonumore – vincere lo stress e favorire stati d’animo positivi con l’alimentazione” diciamo “per lavoro”…ma alla fine l’ho trovato molto interessante, non tanto per il contenuto, più o meno sappiamo bene tutti quali alimenti possono contrastare lo stress.
Quel che mi è piaciuto è il modo con cui l’autrice espone questi concetti, sciuramente chiaro e da vero life coaching che poi è la professione di Alessandra Mattioni, anche esperta di PNL.


da Librisalus.it

Più che leggere un libro, sembra di essere in un’aula…e non ci crederete ma alle domande che mi ponevo  arrivava, dopo poche riga, puntuale, la risposta.
Comunque, qui ho trovato anche utili consigli per integrare il ferro, per esempio non sapevo proprio che, molto più della carne (che io NON MANGIO) è il timo essiccato e macinato ad apportarne in copiasa quantità.
Come pure le prugne secche, i fiocchi d’avena  e i funghi secchi.

Effettivamente la serotonina, dopamina, noradrenalina, le endorfine e il GABA che sono neurotrasmettitori e vengono definiti nel libro “molecole delle nostre azioni“, si “nutrono” di alcuni elementi la cui carenza può condurre a sintomi di stress come, per esempio, nel caso della noradrenalina,  la sostanza coinvolta nella reazione allo stress.

Tra i così detti “cibi del buonumore“: cereali, orzo, riso integrale, pasta a grano duro, frutta secca, pesce, soia (unico legume a contenere tutte le proteine), peperoncino.

Oltre ai cibi del buonumore vengono elencati anche quelli “ladri di vitamine e minerali” come caffè, alcool, sale e molti altri.
Ho scoperto che sono un disastro…non solo non mangio carne (e generalmente nemmeno timo!) ma bevo una quantità enorme di caffè...tuttosommato, comunque, il buonumore non mi manca mai!