L’eleganza del riccio -Muriel Barbery

Che bello!
Leggetelo, leggetelo e leggetelo!
Il libro “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery è davvero bello, in tutti i sensi, dal contenuto al contente, dalla forma alla sostanza, non c’è una sola cosa che non mi sia piaciuta.

54 anni Renee, una portinaia dotta e acculturata che tutti i condomi (o quasi) credono quasi analfabeta, Paloma, 12 anni, una ragazzina ricca che vuole morire, profonda in ogni sua riflessione ma ritenuto mezza cretina dalla sorella e da qualcun’altro, Ozu, il ricco giapponese, nuovo condomino che stravolgerà la vita dei condomini.
Le storie dei condòmini passano attraverso le riflessioni della portinaia  e della piccola Paloma, il condominio come una società in miniatura che conserva in sè pezzetti di vita che messi insieme sono niente altro che la Vita.

E’ Paloma che, parlando con Ozu, tira fuori il titolo del libro, quando parlando di Madame Michel (la portinaia), afferma: ha l’eleganza di un riccio..

Il “momento” che ho gradito maggiormente è quando Renee, Ozu, Paloma e poi l’arrivo della cara amica di Renee, Manuela, si ritrovano tutti e quattro nella guardiola della portinaia: non so ma è stata una piacevole sensazione di “benvenuto” anche per me, come se sapessero che li stavo leggendo e mi accogliessero, discreti, tra le pagine del libro per farmi compagnia.

Il finale non te lo aspetti assolutamente così, io perlomeno non lo avrei mai detto..fa male, mi ha fatto male come fa male una notizia che non avremmo mai voluto sapere.

E’ un libro a mio avviso “dotto”, non nel linguaggio che, invece, scorre ed è assolutamente semplice nella sua complessità, ma in alcune tematiche.
L’autrice, Muriel Barbey, docente in Filosofia, utilizza le sue conoscenze per creare un personaggio, la portiera, sicuramente tra i più acculturati mai descritti nei libri che ho letto!

img ripresa da Libreriauniversitaria.it

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Una testa selvatica di Marie-Sabine Roger

Una testa selvatica – un inno d’amore ai libri e al potere della lettura di Marie-Sabine Roger
Questo libro è decisamente bello!
Mi è piaciuto come mi piacciono i regali a Natale, mi è piaciuto come mi piace rompere l’uovo a Pasqua, è bello davvero, scritto in un modo che scorre veloce senza perdersi nemmeno una virgola.

Il libro racconta dell’amicizia (per nulla “smielata” iniziata con la conta dei piccioni al parco)  tra un uomo che a stento sa leggere e un’anziana nonnetta che ama, addirittura, i dizionari.
Così rivolgendosi a Germain, Margueritte: “German lei sa a cosa servono realmente i dizionari?” “….Per prima cosa servono a viaggiare”.
Immaginiamo che lei cerchi una parola…difficile …lei la trovae, accanto alla definizione nota la lettera V, seguita da una o più parole. Quella V significa Vedi  ma potrebbe anche voler dire Viaggio. La costringerà a girare le pagine, a cercare nuovi nomi, aggettivi…..

Germain mai amato dalla propria madre, scopre di “amare” questa nonnina e la adotta, lei, inizia a leggergli dei libri, seduta sulla panchina.
L’uomo scopre che conoscere, imparare e perché no farsi anche “bello” con gli amici che non si aspettano sappia mettere insieme soggetto, predicato verbale e complemento oggetto, è un riscatto alla vita che sino ad allora sembra non aver mai vissuto: “…mettersi a pensare è come dare gli occhiali a un miope”.

Non si pensi che il libro sia solo una sorta di dialogo tra i due, c’è, intorno, la vita di Germain, l’amore, la storia della sua infanzia, una madre vissuta come un muro inespugnabile e la scoperta di una crepa solo dopo la sua morte.

Img ripresa da Ibs.it