Le lame scarlatte – Rob Himmel

… “e gli stupidi si sa, sono un. pericolo ..facili da manipolare” è una delle frasi, delle numerosi frasi, che potrebbero – da sole – comporre un libricino di aforismi estrapolati da Le lame scarlatte di Rob Himmel, edito da DZ edizioni, meglio conosciuta come DarkZone.

A nostro avviso non è un libro da prendere “sotto gamba” e ora spieghiamo in che senso.
Non è una storiella che può essere ripresa a una decina di giorni dall’inizio della lettura per due motivi:

  1. ci sono tante vite, personaggi ed eventi che stimolano l’attenzione
  2. non ce la farete pur volendo, desidererete sapere come finisce (e noi ovviamente non ve lo diciamo) 🙂

In pratica.
La storia nasce da un errore, come tutte le storie più belle. Viene uccisa la persona sbagliata e da qui inizia l’intrigo che porterà a scoprire tanti temi diversi tra loro ma vedremo anche intimamente connessi.

Temi come l’amore e il sacrificio per l’amore, l’Inquisizione, i giochi di potere e i morti dietro l’angolo, i cattivi che però hanno un’anima, la vendetta e immagini forti quando il famoso (o famigerato?) assassino Lynx “tirò fuori altro intestino tenue. « Continui a dire cose inutili. »

Sì, “immagini”. Non puoi leggere questo libro se non immagini dall’inizio alla fine il contesto, le “location” come Ganderia e Foltorp, i volti di Lynx, del Re Nuldest, di Ferret, Regina, Rat, Millirs e tutti gli altri che attendono, tra le righe, di essere scoperti.

Non vi diremo come finisce, ma la frase iniziale dobbiamo citarla, è quasi vitale e necessario e come non condividerla totalmente:

La stupidità uccide più di una lama.

http://www.dark-zone.it/prodotto/lelamescarlatte/

lame scarlatte

 

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Ilistaa – Andrei Zhurauleu

Quando ho avvisato Andrei che a breve avrei pubblicato la recensione del libro che mi ha inviato, Ilistaa,  ringraziandolo perchè mi è piaciuto (ribadisco che non pubblico recensioni di libri inviatemi da autori emergenti se non mi piacciono…perchè, ribadisco, non sono un critico letterario ma solo una divora-libri) lui mi ha risposto “Sono felice di essere stato di ispirazione con un libro spesso poco più di una cartolina postale!

Ilistaa è un libro piccolo ma grande, piccolo perchè di 35 pagine ma grande perchè è una vera e propria ispirazione, credo ogni persona potrebbe vedere, nella protagonista, quel che più ha necessità di vedere: una persona, un animale, un desiderio, una passione, perfino se stessi..un angelo.

Io sono atea, nel senso che la mia religione non ha nulla a che vedere con  i fasti e gli ori di quella cattolica nè con qualsiasi altra religione che predica bene e razzola male, la mia religione è la natura e io in Ilistaa ho visto la natura, quella buona, l’angelo che ci ama e ci segue e ci accoglie, ma Ilistaa potrebbe essere chiunque, qualunque cosa .
Mi piace pensare, però, che gli angeli esistano magari energie dei corpi delle persone che ci hanno lasciato e che orbitano intorno a noi per attutire i colpi della vita.

Ilistaa nasce in una notte di pioggia, da quel momento sente il bisogno di “occuparsi” di qualcuno.
Il concetto dell’amore qui è quello della dedizione e forse la dedizione (qualisasi sia l’oggetto di destinazione) E’ amore.

Un demone è un angelo che non ha scoperto la felicità di amare…

Trovate il libro anche su Amazon

I cavalli delle giostre – Antonio Gentile

Un paio di settimane fa lo scrittore Antonio Gentile mi ha chiesto se fossi stata disponibile a leggere il suo libro e quindi farne, poi, una recensione.
Non è la prima volta che mi capita questo tipo di richiesta, sono sempre ben felice di leggere ma se il libro è di uno scrittore emergente scelgo di farne una recensione solo e soltanto se il libro mi è piaciuto, altrimenti no e questo perché non essendo una critica mi rendo conto che i miei “giudizi” sono basati sui miei gusti, qualcosa di molto soggettivo fortemente condizionato dalle letture che mi accompagnano da sempre, Pennac, Benni, Saramago, Marquez, Isabel Allende e altri.
Tra questi scrittori, oggi, aggiungo Antonio Gentile.

Ed eccomi a recensire il suo libroI cavalli delle giostre – , che mi è piaciuto sin dalle prime righe, forse per alcune strane coincidenze con la mia vita, coincidenze che per un attimo mi hanno fatto pensare a qualcosa di magico ..ma forse la scrittura E’ magica.

Letizia e Lorenzo, Cecilia, Matteo e Lucia, tre storie diverse ma nemmeno tanto, perché legate da un sottile filo, trasparente, invisibile agli occhi ma chiaro e distinto come un segmento bianco su un foglio nero all’anima, a quella delle persone che hanno sofferto.
Ho seguito le loro storie in punta di pagina, come se fossi seduta sui numeri delle pagine per osservare, guardando in alto, scene di vita, amore, dolore, disperazione, stupore.
C’è la musica, il pianoforte, c’è la perdita di un figlio, quella del proprio io, c’è la libertà dalla sofferenza che si raggiunge dopo il perdono, c’è la libertà dei cavalli delle giostre che significa molto di più di quel che sembra.
Mi piace molto anche il modo di comunicare dello scrittore, è “perforante”, come se le lettere diventassero suono, come se, anche dopo aver chiuso il libro, qualcuno continuasse a leggere ad alta voce.
Letizia e Lorenzo, fratelli, vivono una delle tragedie probabilmente più grandi per dei bambini (Letizia cercherà la pace nel suicidio), le loro vite si intrecciano con quelle di Cecilia (che incontra Lorenzo) e Matteo (che “amerà” Letizia).

Sapete che non rivelo mai il finale, sarebbe una cattiveria.

Per altro ho pensato che questo libro potrebbe diventare un bel film italiano, di quelli che si facevano una volta, di quelli dove il sentimento, la fragilità, la speranza, erano i protagonisti assoluti della sceneggiatura.

E’ possibile acquistare il libro o leggerne alcuni estratti sul sito web ufficiale: www.icavallidellegiostre.com

Il  6 marzo è uscito nelle librerie con l’editore Edizioni Anordest.

  • Autore: Antonio Gentile
  • Titolo: I cavalli delle giostre
  • Editore: Edizioni Anordest
  • Pagine: 223
  • Prezzo: 12,90 €

 

 

i-cavalli-delle-giostre

La macchia umana – Philip Roth

É piuttosto “tosto”.
Con questo intendo che non é, ad esempio, un libro da regalare al proprio nipote di 16 anni..ammesso che ci sia ancora qualche sedicenne che ami leggere.
La macchia umana” di Philip Roth é un lungo e intrecciato romanzo che narra di un uomo, Coleman Silk, acculturato, attivo e con un segreto o quasi.
Intorno a lui ruotano diverse altre figure e intorno a queste, altre ancora, i figli, l’amico, la giovane compagna, Faunia, l’ex marito, violento, di lei, l’Universitá o, meglio, “l’atmofera dell’Universitá” .

Non posso dire che non mi sia piaciuto, preferisco dire che l’ho letto, forse, in un momento in cui avrei fatto bene a leggere altro, per distogliermi dalla pesantezza (lavorativa) di questo ultimo mese.
La fine é triste..o forse no.

Un paio di cose le ho comunque segnate, secondo me sono utili nei momenti nei quali non si hanno parole abbastanza esaustive.

Per esempio, “una faccia deformata dall’effetto tossico di tutte le emozioni che lo attraversavano”, “due cose che aiutano a comporre una discussione…uno sfollagente e un dizionario”.

Nel primo caso, per esempio, se state litigando con il vostro capo potreste dirgli “dai Tizio, non arabbiarti che poi ti si deforma la faccia a causa delle emozioni che ti attraversano ” …non credo che capirá mai che gli state dicendo che ha una faccia da str….o!

Ah!! Il santo potere delle parole…

Le nebbie di Vraibourg – Veronica Elisa Conti

Grazie a Veronica Elisa Conti. Grazie per due motivi.

Primo, perché mi ha scritto chiedendomi di leggere il suo libro…e per me questo è un onore, a prescindere dalla bellezza del libro.
Secondo, perché il libro è veramente bello.

Le nebbie di Vraibourg, con il quale l’autrice ha vinto il Premio Luigi Malerba, è un romanzo che finisce come non avresti mai pensato.
Scorre liberamente sotto gli occhi perché il linguaggio, seppur accurato, è assolutamente “aperto” ad accogliere il lettore che ben presto (a me è accaduto con la prima entrata in scena dello strano Dorian) è “costretto” a indossare i panni di uno dei protagonisti. Dico “costretto” perché non è un libro da leggere, ma da vivere.
Sfido chiunque a non provare empatia con il giovane Etienne, orfano da sempre e mantenuto al collegio da uno sconociuto fin quando lo stesso sconosicuto non gli chiederà di aiutarlo nel rendere più “colta” la vita dello strano figlio, proponendogli di diventare il suo insegnante.
Ma attenzione perché nulla di quel che ho detto è, in realtà, quello che ho detto .
Non intendo svelare qui né la trama né, ovviamente, il finale perché è troppo “inaspettato” per essere distrutto da qualche frase che non renderebbe lo stesso effetto di una lettura tutta di un fiato delle 157 pagine.

Etienne, Dorian, Tancrède Des Essarts (il nobile), Ophélie, Madlein, Thèrése (tenente a mente questo nome… come nella vita reale, anche qui, anche a Vraibourg, l’apparenza ha la meglio sulla realtà), sono tutti i personaggi che man mano, durante la lettura, si fanno persone e sono sicura che, in qualche modo, riconoscerete alcuni tratti tra i vostri parenti, vicini di casa, conoscenti…

Avrei voluto anche io essere lì dentro al libro, avrei voluto seguire il misterioso Dorian addentrarsi nel bosco o assistere all’ultimo atto.
Il finale, come sopra accennato, è tutta un’altra cosa rispetto l’inizio e non sarò certo io a rovinarvi la festa.
Quel che mi è capitato è che ho immaginato il finale e non c’ho azzeccato nemmeno una virgola e questo, anche questo, mi è piaciuto.

Potete acquistare il libro qui

Il toro non sbaglia mai – Matteo Nucci

Ho sbagliato a comprarlo, tutto qui. Ho sbagliato a fidarmi della bellissima copertina che ritrae un toro (io sono toro) e in parte la stessa introduzione mi ha tratto in inganno. Insomma non mi è affatto piaciuto, non mi riferisco allo stile della scrittura, scorre ed è ben scritto, ma alla tematica.
Se amate gli animali è un libro da evitare come la peste nonostante il co-protagonista, (un ex torero) per bocca dell’autore, cerchi di spiegare che la corrida è quasi un’arte e che è meglio per il toro morire così, lottando (ad armi impari, dico io) piuttosto che macellato in un triste mattatoio…non so bene come faccia a saperlo visto che mi risulta che il toro non riesce ancora a parlare, a esprimersi come noi…
Quello che io contesto è il divertimento a fronte della morte di un animale, come la caccia, anche la corrida si svolge su un piano impari dove è sempre l’uomo ad avere il coltello dalla parte del manico, basti pensare che se il toro incorna il torero accorrono subito in suo aiuto per distrarre la bestia, non accade il contrario però.

E’ uno dei libri che ho portato in vancanza e che ho dovuto per forza leggere percè non riesco a non terminare un libro anche se non mi piace.
Diciamo che Il toro non sbaglia mai può essere un libro gradevole per chi ama già di per sé la Corrida, io la odio e la trovo inutile.
Ho trovato particolarmente noiosa la dovizia di particolari sulle tecniche della corrida, sull’abbigliamento e soprattutto l’esaltazione di questo massacro.

L’ultima riga delle favole – Massimo Gramellini

La copertina di L’ultima riga delle favole di Gramellini è piuttosto esaustiva…un cuore rosso dentro una gabbietta e una mano che “forse” lo libera…tutto questo per dire che il protagonista del libro è l’Amore.

Io non amo particolarmente i libri che parlano dell’Amore, ma questo non mi è dispiaciuto anche se non è esattamente il mio genere, credo possa essere il regalo ideale per la vostra lei o il vostro lui che sapete essere romantici.
Inutile dire che il giornalista è molto bravo, il discorso fila sempre anche quando si parla, a fondo, di sentimenti.
Tomas è un ragazzo trentenne che si trova catapultato in una sorta di terza dimensione – alle Terme dell’anima –  qui inizia un viaggio alla scoperta di sé stesso, di quel che sarebbe voluto diventare e di quel che è diventato.

Ho trovato, subito, la pace della mia anima quando ho scoperto, leggendo, che non sono matta ma solo molto sensibile… è una questione di sintonizzaione…
E, idem, ho avuto un piacevole sussulto quando ho capito che credere ai propri ricorrenti sogni, parlo proprio di sogni, di quelli che si fanno dormendo, significa che “non è più un’illusione ma un segnale che ti sta indicando la tua missione nella vita”…”l’ossigeno che tiene in vita la tua anima è la volontà di realizzare i suoi sogni”.

Spero mi perdoni Gramellini, ma devo citare assolutamente questo capoverso, bello davveroIl sesso e i soldi sono le scarpe che usiamo per camminare sulla vita…l’inganno sta nell’aver trasformato un paio di scarpe nella ragione del viaggio…”.
Illuminanti sono le frasi che l’autore fa pronunciare dal saggio Noah nei suoi discorsi con Morena e Tomas: “il contrario della bellezza è la mancanza di passione”.

Per me questa è una delle più belle frasi del libro, una frase che racchiude in se, a mio personalissimo avviso, il concetto di vita.