L’ elefante scomparso e altri racconti – Murakami Haruki

Prima d’ora non avevo mai letto alcunchè di questo autore giapponese Murakami Haruki che so (ho appreso) avere anche una certa notorietà.
Tuttavia, anche se non posso dire che non sia un bel libro (credo che non esista un libro non bello…) posso però dire che non mi ha entusiasmato o meglio non tutte le 17 storie contentue in esso.
Quella certamente più carina è proprio quella che da il nome al libro “l’elefante scomparso” che un po’ mi ha fatto veniere nuovamente in mente il libro del mio Saramago (Il viaggio dell’Elefante)…ma veniamo a noi..

Dicevo, il libro L’elefante scomparso e altri racconti non mi ha dato particolari sensazioni e forse è questo l’obiettivo dell’autore, consentire “semplicemente” una lettura tranquilla, da ombrellone.
I racconti non finiscono…o forse si..

Una cosa è certa il discorso è davvero fluido va liscio come l’olio per essere dirla in modo banale…

su Ibs.it

Annunci

Il cappello a tre punte – Pedro de Alarcon

Il libro Il cappello a tre punte di  Pedro de Alarcon, che ho scoperto solo averlo letto avere ispirato un film dove addirittura recitò Eduardo De Filipp, si compone in realtà di due racconti.
Il primo, appunto, “Il cappello a tre punte“, e il secondo intitolato “L’amico della morte“.
Se non fossero stati racchiusi nel medesimo libro non avrei mai pensato che postessero essere dello stesso autore, del quale, devo ammettere, non avevo letto altro prima d’ora.

Lo stile mi piace moltissimo, è diretto, chiaro, semplice a seconda del caso, un linguaggio che non lascia spazio a fantasticherie.
Ne Il cappelo a tre punte Pedro de Alarcon ci presenta subito i suoi personaggi cos bene che mentre scorriamo le sue parole non stupiamoci di vederli prendere forma accanto a noi.
La sora Frasquita “un animale grazioso” moglie dello zio Lucas, “…era più brutto del diavolo…A dispetto di questo Dio aveva messo al mondo  pochi uomini tanto piacevoli e simpatici..”.
Il libro inizia subito con deliziosi fraintedimenti tra tutti i personaggi degni della mente più fervida.
Il finale è esclusivamente umano, vero, possibile e reale e per questo non posso raccontarlo.
Come non posso raccontare quasi nulla (perchè sarebbe crudele) dell’altro racconto L’amico della Morte…non di certo il finale che è del tutto inaspettato!

Vi basti sapere che Gil Gil è un giovane la cui vita sembra essere perseguitata dalla sfortuna poi arriva …..
Dovete leggerlo, è bellissimo.
L’ho preso in prestito alla Biblioteca di Roma, lo trovate in una delle biblioteche con catalogo online catalogo.bibliotechediroma.it/ .

BUONA LETTURA!

Ps. generalmente non ci metto molto a leggere i libri, ma questo quasi in tempo record…avevo l’impressione che i protagonisti non potessero continuare a vivere per colpa mia…quindi mi sono affrettata…

Santi, negri e scarafaggi

Ho ricevuto pochi giorni fa la richiesta di pubblicazione e quindi diffusione del libro Santi, negri e scarafaggi, sono quindi andata a leggere qualcosa sulla casa editrice Quarup Editrice e mi è piaciuto subitissimo quanto ho letto:

Quarup è una casa editrice fondata poco più di due anni fa, a Pescara, con l’idea di proporre un approccio moderno e internazionale alla narrativa, come punto di osservazione avanzato sulla vita e sulla società contemporanea.
Amiamo un tipo di letteratura fatta da gente normale che, tra l’altro, scrive

Per ora vi segnalo quanto ricevuto nella mia casella email, spero al più presto di poter leggere il libro e darvi, come sempre, la mia spassionata opinione…

“Un protagonista per finta, una videocamera blesa, un batterio a dieci/decimi di vista che presta la sua voce a personaggi malinconici e marginali… Santi, negri e scarafaggi non è altro che un’apnea verso un fondale limaccioso.”
Esce in questi giorni per l’editrice Quarup il soprendente romanzo d’esordio di Giovanni Fantasia, che dalla “pancia operosa e strutturata” della sua Sassuolo modella un anti-romanzo dalla scrittura raffinatissima.”

www.quarup.it/?q=node/464

Il lamento del bradipo – Sam Savage

Non avevo mai letto nulla di Savage, pur conoscendolo di “nome” dopo l’enorme successo del romanzo Firmino (2006), ho iniziato a leggere Il lamento del bradipo con un po’ di “sospetto” come accade per tutte le cose che non si conoscono, ma non l’ho ri-cacciato nel cassetto come si fa, adesso, con quei poveracci degli extracomunitari…ho continuato a leggerlo, piano piano, con calma, con tutta l’umiltà di chi sa di essere “ignorante” inquanto ignora ciò che gli è davanti…
Infatti mi è piaciuto molto, nonostante non sia il genere di libro che consiglio a chi affronta uno stato di depressione, e non perchè il libro sia deprimente ma perchè è crudelmente reale…

E’ drammatico-ironico, il romanzo è una serie di lettere che il protagonista giornalista Andrew Whittaker, scrive a diversi destinatari e attraverso le quali snocciola la sua vita, i suoi timori, le sue speranze, i suoi fallimenti…insomma se stesso.
Le lettere, che scrive nei mesi di luglio, agosto, settembre e ottobre e che sembrano essere i testimoni inconsapevoli di una preannunciata tragedia o quasi, vengono inviate agli inquilini del palazzao, in sfacelo, di sua proprietà, alla ex moglie alla quale è ancora legato, alla sorella odiata e ai lettori aspiranti redattori di Bolle che il più delle volte vengoo stroncati con estrema (e aggiungerei sana) durezza.
Posso dirvi cosa proprio non appartiene al protagonista: la sdolcineria.
E’ diretto nelle sue comunicazioni con l’esterno e lento, forse porprio come il bradipo, nel comprendere che forse i passi che sta facendo non sono quelli che avrebbe dovuto fare…

Vorrei citare, come di consueto, una frase del protagonista che a me è piaciuta moltissimo:

“Quanto a Dio, io  non sono semplicemente un agnostico, sono un seguace dell’indifferentismo”.

Per chi, come me, non conoscesse Savage, basti sapere, per capire “chi è”, che era un ex prof. di filosofia, poi diventato meccanico di bici, poi ancora carpentiere e pescatore, per arrivare, ad oggi, all’arte della scrittura.

Infine, siccome i libri sono delle vere e proprie opere d’arte, vorrei sottolineare che molto, ma molto carina è anche la copertina del romanzo, opera di Saul Steinberg.

Saul Steinberg