Alabarde, Alabarde – incompiuto ma bello

Dura poco, soprattutto se ami come me Saramago, non vedi l’ora di leggere le sue ultime parole e lui lo sapeva bene, che stavano per finire.
Ad ogni modo è bello, come sempre, forse di più perchè mentre lo leggi capisci che sarebbe potuto finire come lui avrebbe voluto.

Anche il titolo inizialmente non doveva essere questo (all’inzio doveva essere Bellona), ma alla fine Alabarde, Alabarde ha vinto.
Bella anche l’introduzione di Saviano.

La tematica è quella delle armi, o meglio sulla fabbricazione delle armi e i vari intrecci politici/di convenienza che possono esserci “sotto” ma non temete non è per nulla noioso se a questo che state pensando.

Non ci sono molte parole per lui, non c’è più, basta solo leggerlo e lo consiglio vivamente.

Libri: Alabarde Alabarde di Jose' Saramago

 

Annunci

Libri o ebook?

C’è un’annosa discussione tra me e il mio compagno, e non solo direi: ebook o libro cartaceo?

Personalmente acquisto i libri cartacei degli autori che amo, che voglio avere davanti al naso la mattina quando mi alzo, la sera quando vado a dormire, che voglio essere sicura ritroverò sempre lì nella loro “casetta” di legno, una libreria ikea di tutto rispetto.
Lui ha ormai solo e soltato ebook..e non odorano di carta.

Voi?

Il nostro autismo quotidiano – storie di genitori e figli

Vi ho mai detto che spesso, quando non conosco l’autore di un libro, decido di basarmi sulla copertina?
Se la copertina mi piace lo compro anche se non conosco nulla né sull’autore né sul titolo.
Se poi è un argomento che mi incuriosisce ci metto esattamente 2 secondi per prenderlo, andare alla cassa e pagare. Acquisto anche ebook ma il cartaceo è cartaceo, c’è poco da fare.

Allora, dicevamo, ho acquisto questo libro “il nostro autismo quotidiano” per questi due motivi, la copertina che ritrae delle matrioske (le adoro) e l’argomento “autismo” che mi ha sempre interessato.

Tutto iniziò quando ero al Liceo. L’estate organizzavamo dei dopo scuola per tutti i più piccoli che per qualche motivo non potevano recarsi in vacanza e lì potei assistere con i miei occhi ai passi da gigante fatti da un ragazzino autistico. Non parlava, si isolava, spariva alle volte.
Le attività di socializzazione, le attività sportive, l’aver legato con alcuni animatori lo ha come fatto “uscire” dal buio in cui questa diabolica sindrome, un tempo erroneamente attribuita alla “semplice” carenza di affetto da parte della madre (non è così e grazie alla scienza questo ormai è un dato di fatto, supportato da studi e ricerche condotte da autorevoli esperti) sembrava averlo destinato..

Il libro contiene tutte storie vere di bambini autistici e della fatica, enorme, abominevole, che i loro genitori fanno quotidianamente adattando tutta la loro vita alle bizzarre e a volte pericolose autolesionistiche attività dei propri figli.

Non sono una mamma, non ho figli quindi posso solo immaginare, ma vi assicuro che queste lettere di mamme veramente “coraggio” (altro che i santi che fanno miracoli!) lasciano poco all’immaginazione, vi entrano dentro ed è come se stesse lì con loro ad assistere all’ennesima crisi di un bellissimo bambino, al mutismo di un altro, ad alcuni sprazzi di lucidità e vivace intelligenza che devastano le speranze della famiglia quando si trasformano, inevitabilmente, in episodi di lontana memoria.

Poi c’è anche qualche accusa a una Sanità, quella italiana, che troppo spesso non offre alcuna via di uscita a chi si trova a dover fronteggiare (si, fronteggiare) un bambino autistico.

Il libro è una mano calda sul cuore di chi crede di non avere più speranza e contiene anche tutti gli indirizzi delle varie sedi dell’Associazione ANGSA.

E il mio pensiero, ora che ho 39 anni, vola ancora a lui, a quel ragazzino che so essere diventato un ragazzotto altro 1.80 e robusto (perché le persone autistiche non hanno generalmente alcun problema fisico) e mi piace pensare che possa avere un vita sociale, un lavoro, piccole o grandi soddisfazioni che lo facciano sentire vivo.

Coraggio a tutti voi che ogni giorno avete un piccolo grande amore da difendere.

il-nostro-autismo-quotidiano

Buona lettura cari lettori.

 

Noi siamo il nostro cervello – Dick Swaab

Dick Swaab, docente di Neurobiologia Facoltà di Medicina Università di Amsterdam: Noi siamo il nostro cervello – Come pensiamo, soffriamo e amiamo.

Non è un libro per romantici o comunque per i romantici che amano restare tali, perché il libro “Noi siamo il nostro cervello” “riduce” tutto, o quasi, a una serie di impulsi elettrici e connessioni del cervello, dell’amigdala e altri suoi fratelli e sorelle.
Se sei omosessuale, se sei molto religioso, se sei pedofilo, sei sei cattivo o troppo buono, se sei insensibile, aggressivo, insomma se “sei” è perché lo ha deciso il tuo cervello, molto spesso mentre eri nella pancia della tua mamma, oppure è un tumore. Allora, mi rendo conto che detta così è piuttosto “forte” ma capite bene che sono 450 pagine e in qualche modo devo riassumere…

Il libro è interessantissimo, esso mostra “come si differenzia il cervello dei maschi da quello delle femmine..il processo per cui invecchiamo, siamo colpiti da demenza e moriamo..come si è sviluppato il comportamento morale”.
Oltre a mostrarci numerosi casi clinici veramente particolari e alcuni, direi, fuori da ogni logica, Swaab (che, non dimentichiamolo, non è mica pizza e fichi, è cresciuto a pane e medicina, visto che anche i suoi genitori erano medici) ci parla di medicina certo, ma anche di filosofia, storia, etica, utilizzando, sempre, un linguaggio chiaro, esaustivo e privo di tecnicismi.

Andiamo alla recensione.
Come sempre ho appuntato alcune pagine delle quali voglio assolutamente parlarvi perché rendono bene l’idea della tipologia di testo, assolutamente adatto a tutti e in primis a chi vuole capire.
Primo shock (almeno per me): la “forza” della prolattina che, somministrata ad alcuni topi maschi li ha indotti a comportarsi esattamente come le loro signore, assumendo un vero e proprio comportamento materno.
Secondo shock: l’insensibilità di alcune madri potrebbe essere scientificamente dovuta  alla presenza di poca ossitocina “considerata come il trasmettitore dell’affetto, della generosità, della calma, della fiducia e dell’appartenenza reciproca” .
Se, invece, la mamma, anche se buona, tuttavia fuma, allora è pazza  e per me anche piuttosto stronza.
Per Swaab è piuttosto grave perché una donna incinta che fuma procura al bambino una serie di problemi neurologicidisturbi di teralogia comportamentale o funzionale”.

Tra i cretini e gli stronzi (questo lo dico io, anche se, sono sicura, lo pensa anche Swaab) c’è da annoverare chi pensa ancora che l’omosessualità sia una malattia o un peccato (cretini che pensate questa cosa andate a pagina 71, 81 e 86 e informatevi su cosa sia il BIID; dopodiché uscite da questo blog perché è fatto per essere letto da persone intelligenti, grazie).

Parliamo di obesità, questo si che è un problema, ad oggi gli obesi sono 300 milioni e le persone in sovrappeso un miliardo, e di anoressia che è a tutti gli effetti una malattia neurologica (ipotalamo) e non ha nulla a che vedere con le top model, così si legge “il fatto che una ragazza cieca dall’età di 9 mesi una volta raggiunti i 18 anni sia diventata anoressica non conferma affatto l’idea che sia un pericolo vedere delle modelle magre”.

Per quell’altra categoria di cretini (ahimè soprattutto giovani) che assumono ecstasi (XTC) c’è tutto un capitolo dedicato con tanto di stravolgente aneddoto riguardante un’infermiera che, in procinto di scrivere una tesi sulla XTC, decise di provare lei stessa questa droga.
Risultato?
Quattro giorni in coma e dopo diversi anni, ad oggi, non riesce ancora a leggere un libro, a trovare le parole per articolare un discorso.

Altro shock: ho scoperto cos’è la sindrome neglect (“può riguardare anche la metà sinistra del corpo di chi ne è affetto. Il paziente non percepisce più come propri il braccio o la gamba … non lava e non veste quel lato del corpo e si pettina i capelli solo sulla parte destra della testa”) ma la cosa “bella” è che “il cervello riempie quotidianamente in modo inconsapevole i buchi della memoria, anche quando è sano”.

Ce ne sta anche per i religiosi incalliti. A pagina 336 Swaab (che non è ovviamente religioso) passa in rassegna la allucinazioni di vari Santi e personaggi storici: San Paolo, Giovanna d’Arco, Maometto. Per loro solo due parole: sindrome Waxman-Geschwind.

Vi lascio con due frasi, una ripresa dalle prime pagine, che però reputo stia proprie bene alla fine di questa recensione, l’altra è una massima di Voltaire che Swaab invece, ci regala verso la fine del libro.

“… esiste una memoria fetale per quanto riguarda il suono, le vibrazioni, il gusto e l’olfatto. In linea di principio appare quindi possibile che roviniamo il cervello dei nostri figli non solo fumando … ma anche guardando cattivi programmi televisivi. Si dovrebbe quindi prendere un bel libro ogni tanto e leggerlo a voce alta al feto, nella speranza che la prossima generazioni si riavvicini alla lettura”.

La medicina consiste nel divertire il paziente mentre la natura guarisce la malattia” Voltaire.

swaab-cervello-copertina

Il quaderno di Maya – Isabel Allende

Il primo consiglio che posso darvi in merito a questo libro, é di non lasciar passare troppo tempo dall’inizio della lettura all fine. Sono 400 pagine che non possono aspettare.
Isabel Allende non si accontenta di scrivere, sapete lei deve entrarvi proprio dentro e strizzarvi l’anima, e questa volta lo fa per mano di Maya.
Una giovane ragazza sopravvissuta, potremmo dire, a tutto.
Sopravvissuta all’abbandono della madre, alla strada, alla prostituzione, alla violenza sessuale, all’alcolismo, alla droga e alla perdita, lancinante, del suo Popo, il suo nonno….che peró non era il suo vero nonno….
Ah come sono importanti in questo libro i nonni, ma non sono mai i classici nonnini che ti leggono le favole o ti prendono per mano.
Qui i nonni sono forti, decisi, direi assolutamente risolutivi.
Non manca nemmeno l’effetto speciale finale (che, ovviamente, non vi diró 🙂 ) .

In alcuni casi é crudo e “vivo”, e non potrebbe essere altrimenti, non sarebbe un libro di Isabel, lei non si risparmia mai, non é avara di parole, nemmeno quando deve raccontare una violenza sessuale o un buco sul braccio.

“Il mio Popo diceva che l’amore ci fa diventare buoni. Non importa chi amiamo e non importa nemmeno essere corrisposti o che la relazione sia stabile. É sufficiente l’esperienza di amare: é questa che ci trasforma”

Buona lettura amici, buon appettito per l’anima.

Innamorati dei sogni – Alessandro Sabattini

Ogni volta che ricevo un libro, per email o per posta, mi sento profondamente onorata ma anche, diciamo, in tensione.
Non sono un critico letterario ma solo una “maniaca” di libri, della lettura in generale (diciamo che leggo di tutto, dagli scontrini agli annunci mortuari) quindi, come giá detto una miriade di volte, non recensisco libri che non mi sono piaciuti.

Per questo libro, Innamorati dei sogni, inviatomi dall’autore (che ringrazio ancora per la fiducia 🙂 ) non posso che spendere le mie piú buone parole e anzi mi chiedo: ma dove sei stato fino ad ora Alessandro?
É un tipo di scrittura che amo particolarmente seppur del tutto diversa dal tipo di scrittura del mio autore preferito, Saramago, perché Alessandro utilizza frasi e parole con una “semplicitá” talmente piacevole che sembra di ascoltare un amico raccontare la sua vita, piuttosto che leggere un libro.

La storia é normale ma proprio per questo speciale, perché racconta delle vita, lavoro e amore di Federico, delle sue speranze, dei suoi sogni appunto, e in parte ho visto me stessa, soprattutto nei suoi valori “professionali” e nella difficoltá di accettare che no, non tutti hanno dei valori e pochissimi li hanno sul lavoro.

Mentre leggevo immaginavo: la stanza in solitudine, il suo amico cosí diverso da lui, i suoi esigenti genitori, i suoi intrattabili clienti, lo stress sul lavoro, e finalmente il suo amore, quello vero, quello che parla spagnolo, quello per i quale ha scelto un’altra strada…e chissá che non sia proprio quello il segreto della vita: essere sempre, comunque vada, nonostante tutto, a dispetto di tutti, solo e soltanto sè stessi!
Questo é il suo sito web dove potete saperne di piú http://el-amorloco.com/innamorati-dei-sogni/
GRAZIE ALESSANDRO!