Noi siamo il nostro cervello – Dick Swaab

Dick Swaab, docente di Neurobiologia Facoltà di Medicina Università di Amsterdam: Noi siamo il nostro cervello – Come pensiamo, soffriamo e amiamo.

Non è un libro per romantici o comunque per i romantici che amano restare tali, perché il libro “Noi siamo il nostro cervello” “riduce” tutto, o quasi, a una serie di impulsi elettrici e connessioni del cervello, dell’amigdala e altri suoi fratelli e sorelle.
Se sei omosessuale, se sei molto religioso, se sei pedofilo, sei sei cattivo o troppo buono, se sei insensibile, aggressivo, insomma se “sei” è perché lo ha deciso il tuo cervello, molto spesso mentre eri nella pancia della tua mamma, oppure è un tumore. Allora, mi rendo conto che detta così è piuttosto “forte” ma capite bene che sono 450 pagine e in qualche modo devo riassumere…

Il libro è interessantissimo, esso mostra “come si differenzia il cervello dei maschi da quello delle femmine..il processo per cui invecchiamo, siamo colpiti da demenza e moriamo..come si è sviluppato il comportamento morale”.
Oltre a mostrarci numerosi casi clinici veramente particolari e alcuni, direi, fuori da ogni logica, Swaab (che, non dimentichiamolo, non è mica pizza e fichi, è cresciuto a pane e medicina, visto che anche i suoi genitori erano medici) ci parla di medicina certo, ma anche di filosofia, storia, etica, utilizzando, sempre, un linguaggio chiaro, esaustivo e privo di tecnicismi.

Andiamo alla recensione.
Come sempre ho appuntato alcune pagine delle quali voglio assolutamente parlarvi perché rendono bene l’idea della tipologia di testo, assolutamente adatto a tutti e in primis a chi vuole capire.
Primo shock (almeno per me): la “forza” della prolattina che, somministrata ad alcuni topi maschi li ha indotti a comportarsi esattamente come le loro signore, assumendo un vero e proprio comportamento materno.
Secondo shock: l’insensibilità di alcune madri potrebbe essere scientificamente dovuta  alla presenza di poca ossitocina “considerata come il trasmettitore dell’affetto, della generosità, della calma, della fiducia e dell’appartenenza reciproca” .
Se, invece, la mamma, anche se buona, tuttavia fuma, allora è pazza  e per me anche piuttosto stronza.
Per Swaab è piuttosto grave perché una donna incinta che fuma procura al bambino una serie di problemi neurologicidisturbi di teralogia comportamentale o funzionale”.

Tra i cretini e gli stronzi (questo lo dico io, anche se, sono sicura, lo pensa anche Swaab) c’è da annoverare chi pensa ancora che l’omosessualità sia una malattia o un peccato (cretini che pensate questa cosa andate a pagina 71, 81 e 86 e informatevi su cosa sia il BIID; dopodiché uscite da questo blog perché è fatto per essere letto da persone intelligenti, grazie).

Parliamo di obesità, questo si che è un problema, ad oggi gli obesi sono 300 milioni e le persone in sovrappeso un miliardo, e di anoressia che è a tutti gli effetti una malattia neurologica (ipotalamo) e non ha nulla a che vedere con le top model, così si legge “il fatto che una ragazza cieca dall’età di 9 mesi una volta raggiunti i 18 anni sia diventata anoressica non conferma affatto l’idea che sia un pericolo vedere delle modelle magre”.

Per quell’altra categoria di cretini (ahimè soprattutto giovani) che assumono ecstasi (XTC) c’è tutto un capitolo dedicato con tanto di stravolgente aneddoto riguardante un’infermiera che, in procinto di scrivere una tesi sulla XTC, decise di provare lei stessa questa droga.
Risultato?
Quattro giorni in coma e dopo diversi anni, ad oggi, non riesce ancora a leggere un libro, a trovare le parole per articolare un discorso.

Altro shock: ho scoperto cos’è la sindrome neglect (“può riguardare anche la metà sinistra del corpo di chi ne è affetto. Il paziente non percepisce più come propri il braccio o la gamba … non lava e non veste quel lato del corpo e si pettina i capelli solo sulla parte destra della testa”) ma la cosa “bella” è che “il cervello riempie quotidianamente in modo inconsapevole i buchi della memoria, anche quando è sano”.

Ce ne sta anche per i religiosi incalliti. A pagina 336 Swaab (che non è ovviamente religioso) passa in rassegna la allucinazioni di vari Santi e personaggi storici: San Paolo, Giovanna d’Arco, Maometto. Per loro solo due parole: sindrome Waxman-Geschwind.

Vi lascio con due frasi, una ripresa dalle prime pagine, che però reputo stia proprie bene alla fine di questa recensione, l’altra è una massima di Voltaire che Swaab invece, ci regala verso la fine del libro.

“… esiste una memoria fetale per quanto riguarda il suono, le vibrazioni, il gusto e l’olfatto. In linea di principio appare quindi possibile che roviniamo il cervello dei nostri figli non solo fumando … ma anche guardando cattivi programmi televisivi. Si dovrebbe quindi prendere un bel libro ogni tanto e leggerlo a voce alta al feto, nella speranza che la prossima generazioni si riavvicini alla lettura”.

La medicina consiste nel divertire il paziente mentre la natura guarisce la malattia” Voltaire.

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Ernest e Celestine – Pennac

Era il 19 agosto, ero in Piemonte, a Entracque nelle Alpi Marittime per la consueta vacanza estiva dedicata al trekking, quel giorno ho terminato di leggere “Ernest e Celestine”, l’ultimo libro di Daniel Pennac.
Dicono sia un libro per bambini ma vi assicuro che letto dagli adulti ha un potere particolare, quello di Pennac, insomma.
Chi legge Pennac sa di cosa parlo….chi non lo ha mai letto….beh, deve farlo 🙂

Allora, andando al dunque della recensione del libro, Ernest é un orso, Celestine é una topolina. Vi faccio solo notare che, a vostra insaputa, ci siete anche voi nel libro…
Detto questo, la storia racconta dell’amicizia – apparentemente improbabile – tra due animali i quali la tradizione del “mondo di sotto” (dei topi) e quella del “mondo di sopra” (degli orsi) vogliono essere, da sempre, acerrimi nemici.
Gli uni, i topi, terrorizzati dal “grande orso cattivo” del quale sentono narrare orribili vicende raccontate dalla perfida “Topa Grigia” dell’orfanotrofio, gli altri, gli orsi, da sempre spinti alla caccia dei topi ideando trappole mortali.
Ne passano di tuttini colori i due amici ma la loro amicizia diventerá sempre piú forte, fino al punto di difendersi a vicenda…ma senza saperlo, quando si troveranno nel “guaio” peggiore, lontano l’uno dall’altra.

Come dicevo, io non sono certo una bambina anzi proprio i miei 38 anni mi hanno offerto una lettura personalizzata di queste pagine e cosí i due animali possono diventare qualsiasi cosa, addirittura dei “concetti”, delle “sensazioni”.
É un racconto che insegna ai piú piccoli e ricorda ai piú grandi che il pregiudizio sará pure duro a morire, ma muore se lo si vuole.

P.S.
é un libro particolarmente indicato per chi ama la pittura e la musica…il perché lo scoprirete…
…ah…alla fine scoprirete la vera identitá di Celestine…

Buona lettura!

Il bambino invisibile – Marcello Foa

Ogni volta che leggo sulla copertina di un libro e nell’introduzione “una storia vera“, non posso fare a meno di acquistarlo.
Mi piacciono anche le storie del tutto inventante, mi piace quasi tutto…quasi.
Fatto sta che il libro Il bambino invisibile – una sensazionale storia vera di Marcello Foa con Manuel Antonio Bragonzi è come se mi stesse chiamando dalla vetrina del negozio lungo il corso di Albano Laziale e  io non ho potuto fare finta di niente, perchè la copertina ritrae un bimbo, di spalle, con le braccia incrociate dietro, sopra le rotaie di un treno, mentre guarda lontano.

Se non vi piacciono le storie “crude” e per giunta anche vere (crudemente vere) non comprate questo libro.
Infondo però è la realtà a essere cruda, con tutto quello che mi è accaduto da un paio di mesi a questa parte (nulla di particolarmente irreparabile, a parte la morte di mio nonno di 97 anni che fino alla sua morte non ha mai sofferto di alcun male, ma che trovo profondamente naturale e giusta, mentre trovo ingiusta, atroce, innaturale, odiosa, incomprensibile la morte di un giovane pieno di cose da dire e da fare, pieno di sorrisi da seminare intorno a sé) sono arrivata alla conclusione, dicevo, di considerare la vita una pura questione di c..o ..
Manuel, il bambino del libro non è stato fortunato per gran parte della sua vita (è ancora vivo fortunatamente e ha raccontato la sua storia al giornalista Marcello Foa), cresciuto per diversi anni senza aver conosciuto le attenzioni amorevoli di alcun essere umano, solo il frusciante abbraccio degli alberi, il vociare del bosco che divenne la sua casa, non riesce a capire perchè viene considerato diverso dagli abitanti di una città, Sant’Elena (Cile) , che sembra più assurda di qualsiasi città immaginata da una mente malata.
Manuel voleva ardentemente vivere, tutto qui.
Anche se piccolo aveva dentro il fuoco della vita che lo ha fatto arrivare sano e salvo (meno sano, tuttavia) fino alla chiusura di questa storia.
Come può un bimbo vivere di bacche? Ma soprattutto come un bambino vivere senza carezze?
Diremmo, non si può.
Eppure Manuel lo ha fatto e menomale.
Perchè la sua mamma era stata uccisa da un uomo che lui chiamava “nonno” ma che non era suo nonno?
Perchè non poteva andare a scuola come tutti i bambini?
Perchè un vecchio (direi bavoso, che se lo incontrassi il diavolo si spaventerebbe per il dolore che sarei in grado di procurargli) ha tentato di abusarne?
Non ci sono risposte “umane”, le cose accadono…e i libri, forse, ci aiutano anche a ricordare questo.
Grazie Manuel, grazie Marcello.

Questa la pagina Facebook dedicata al libro: www.facebook.com/ilbambinoinvisibile

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E questo è mio nonno, Armando, non c’è più perchè ha raggiunto mio nonna Anna, e ora litigano in paradiso…

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Ilistaa – Andrei Zhurauleu

Quando ho avvisato Andrei che a breve avrei pubblicato la recensione del libro che mi ha inviato, Ilistaa,  ringraziandolo perchè mi è piaciuto (ribadisco che non pubblico recensioni di libri inviatemi da autori emergenti se non mi piacciono…perchè, ribadisco, non sono un critico letterario ma solo una divora-libri) lui mi ha risposto “Sono felice di essere stato di ispirazione con un libro spesso poco più di una cartolina postale!

Ilistaa è un libro piccolo ma grande, piccolo perchè di 35 pagine ma grande perchè è una vera e propria ispirazione, credo ogni persona potrebbe vedere, nella protagonista, quel che più ha necessità di vedere: una persona, un animale, un desiderio, una passione, perfino se stessi..un angelo.

Io sono atea, nel senso che la mia religione non ha nulla a che vedere con  i fasti e gli ori di quella cattolica nè con qualsiasi altra religione che predica bene e razzola male, la mia religione è la natura e io in Ilistaa ho visto la natura, quella buona, l’angelo che ci ama e ci segue e ci accoglie, ma Ilistaa potrebbe essere chiunque, qualunque cosa .
Mi piace pensare, però, che gli angeli esistano magari energie dei corpi delle persone che ci hanno lasciato e che orbitano intorno a noi per attutire i colpi della vita.

Ilistaa nasce in una notte di pioggia, da quel momento sente il bisogno di “occuparsi” di qualcuno.
Il concetto dell’amore qui è quello della dedizione e forse la dedizione (qualisasi sia l’oggetto di destinazione) E’ amore.

Un demone è un angelo che non ha scoperto la felicità di amare…

Trovate il libro anche su Amazon

I cavalli delle giostre – Antonio Gentile

Un paio di settimane fa lo scrittore Antonio Gentile mi ha chiesto se fossi stata disponibile a leggere il suo libro e quindi farne, poi, una recensione.
Non è la prima volta che mi capita questo tipo di richiesta, sono sempre ben felice di leggere ma se il libro è di uno scrittore emergente scelgo di farne una recensione solo e soltanto se il libro mi è piaciuto, altrimenti no e questo perché non essendo una critica mi rendo conto che i miei “giudizi” sono basati sui miei gusti, qualcosa di molto soggettivo fortemente condizionato dalle letture che mi accompagnano da sempre, Pennac, Benni, Saramago, Marquez, Isabel Allende e altri.
Tra questi scrittori, oggi, aggiungo Antonio Gentile.

Ed eccomi a recensire il suo libroI cavalli delle giostre – , che mi è piaciuto sin dalle prime righe, forse per alcune strane coincidenze con la mia vita, coincidenze che per un attimo mi hanno fatto pensare a qualcosa di magico ..ma forse la scrittura E’ magica.

Letizia e Lorenzo, Cecilia, Matteo e Lucia, tre storie diverse ma nemmeno tanto, perché legate da un sottile filo, trasparente, invisibile agli occhi ma chiaro e distinto come un segmento bianco su un foglio nero all’anima, a quella delle persone che hanno sofferto.
Ho seguito le loro storie in punta di pagina, come se fossi seduta sui numeri delle pagine per osservare, guardando in alto, scene di vita, amore, dolore, disperazione, stupore.
C’è la musica, il pianoforte, c’è la perdita di un figlio, quella del proprio io, c’è la libertà dalla sofferenza che si raggiunge dopo il perdono, c’è la libertà dei cavalli delle giostre che significa molto di più di quel che sembra.
Mi piace molto anche il modo di comunicare dello scrittore, è “perforante”, come se le lettere diventassero suono, come se, anche dopo aver chiuso il libro, qualcuno continuasse a leggere ad alta voce.
Letizia e Lorenzo, fratelli, vivono una delle tragedie probabilmente più grandi per dei bambini (Letizia cercherà la pace nel suicidio), le loro vite si intrecciano con quelle di Cecilia (che incontra Lorenzo) e Matteo (che “amerà” Letizia).

Sapete che non rivelo mai il finale, sarebbe una cattiveria.

Per altro ho pensato che questo libro potrebbe diventare un bel film italiano, di quelli che si facevano una volta, di quelli dove il sentimento, la fragilità, la speranza, erano i protagonisti assoluti della sceneggiatura.

E’ possibile acquistare il libro o leggerne alcuni estratti sul sito web ufficiale: www.icavallidellegiostre.com

Il  6 marzo è uscito nelle librerie con l’editore Edizioni Anordest.

  • Autore: Antonio Gentile
  • Titolo: I cavalli delle giostre
  • Editore: Edizioni Anordest
  • Pagine: 223
  • Prezzo: 12,90 €

 

 

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Di tutte le ricchezze – Stefano Benni

E’ un regalo per il cuore del lettore.
E’ bello, bellissimo, in “Di tutte le ricchezze” ritrovi tutto quel che Benni esprime nei suoi libri, quindi l’amore per la natura, l’amore per l‘arte, l’amore per le parole, l’Amore.

Ho pianto, alla fine perchè non mi aspettavo assolutamente quel finale..vi basti sapere che ho pianto…è come scoprire di aver letto il libro insieme al protagonista .

Il protagonista del libro è un professore anziano, in pensione, Martin, alto e magro, dal “ciuffo bianco“, che vive in una casa immersa nella natura e parla con gli animali: il tasso, il lupo, la falena, il serpente..
Intorno alla sua vita si muovono persone di ogni genere e anche Michelle.
Si muovono leggende (o forse storie vere?) come quella del Catena, poeta morto suicida nel manicomio (o forse no?) o quella del fantasma della ragazza del lago.

Anche in  “Di tutte le ricchezze“, come accennavo sopra, si palesa l’amore e il rispetto per gli animali, le piante, si palesa l’animo ecologista di Benni (e mi viene da pensare subito a Margherita Dolcevita).
E a tal proposito non posso non citarvi almeno due frasi che descrivono l’una degli alberi, l’altra il cane di Martin, Ombra.
Parlando della sua casa sull’Appennino, descrive così gli alberi intorno: “Gli fanno da sentinella, a un lato, un noce dal dritto tronco maestoso, e dall’altro un fico storto e anarchico“.
Del suo “compagno e scudiero” Ombra, dice “…un grosso cane nero, un incrocio tra un Terranova e un treno merci, quando carica festoso.

Non si può dire (a mio avviso) quale sia il più bel libro scritto, fino ad ora, da Benni, perchè ogni libro è diverso, ha una propria anima…se fossi costretta con la forza e la minaccia da un spirito malvagio, dovri citarne almeno un paio e questo rientrebbe nella lista.
Grazie Benni.

In Home page del sito web di Benni trovate altro!

Di tutte le ricchezze

Di tutte le ricchezze

Filosofia del Diritto, la mia passione

Era il lonano 2002 quando ansiosa come non mai sono entrata in un’angusta aula della Sapienza di Roma per discutere la  mia Tesi in Filosofia del Diritto intitolata: Il Diritto di fronte alla morte: Eutanasia e Suicidio, laurea in Scienze Politiche.

Ricordo solo di non aver mangiato nulla a colazione (cosa strana per me, perchè almeno a colazione, divoro tutto quello che mi capita davanti anche una persona volendo..) ma di aver trascorso tutta la prima mattina al bagno, con un mal di stomaco che mi avrebbe portato, alle ore 15, a discutere la mia tanto amata Tesi.

La Tesi si aspetta dal primo giorno in cui ci si iscrive all’Università ma quel momento dura esattamente 5/8 minuti…e ti rendi conto che dura troppo poco per poter dire tutto quello che vuoi:

  • questa università ha delle aule oscene
  • alcuni professori se ne fregano del “sapere”
  • perchè devo acquistare per forza un libro nuovo? non posso prenderne uno usato?
  • ecc. ecc.
  • e alla fine…discutere la tua amata Tesi.

L’esame in Filosofia del Diritto (il mio primo e ultimo 30 e lode) fu il secondo esame che diedi, quello della mia vita, quello che per il futuro avrebbe condizionato tutta la mia esistenza.

Da quel momento cercavo una spiegazione filosofica-giurisprudenziale a tutto, anche alla mancata emissione degli scontrini.

La parte che ho amato, in assoluto, di più è quella dedicata a Internet e il suicidio.
La cosa bella, poi, è che ho finito per lavorarci su Internet…ma ancora non mi suicido però 🙂 .

Ciao cari!

 

Per chi volesse

Tesi in Filosofia del Diritto: Il Diritto di fronte alla morte: Eutanasia e Suicidio – Google Play