L’Aquila, condizioni al 1°novembre 2011: foto

Al ritorno da un weekend trascorso nelle Marche, ho chiesto al mio compagno di passare per L’Aquila, una città che mi ha dato una seconda vita all’età di 19 anni, ma questa è un’altra storia.
Volevo passare perché volevo vedere se rispetto allo scorso anno fosse cambiato qualcosa.
La risposta è NO.
Non è cambiato nulla, L’Aquila sembra un paese fantasma, qualcuno si aggira nella piazza ma non sembra che nessuno vi abiti, ci sono solo due cani che sembrano proteggere il centro storico.
Ecco qui le foto di come oggi è L’Aquila, il terremoto sembra esserci stato ieri…il tempo sembra essersi fermato, tutto è rimasto come era…
I puntellamenti non consentono alla popolazione di poter tornare nelle loro abitazioni, sono infatti opere di conservazione ma non di ristrutturazione.
L’Aquila è una città di “puntellamenti”, ovunque, ancora adesso.

Ci sono locali aperti, transennati, locali desolati, ci sono vie dove regna il silenzio più totale, dove il silenzio è surreale perché non siamo a 3000 metri di altitudine!
Ci sono ancora molte zone rosse dove non è possibile transitare.

ps. per tutti coloro che amano scrivere e sono stati in vacanza in una delle città dell’Abruzzo, c’è un concorso!

Si vince un soggiorno a L’Antico Feudo!

http://www.lanticofeudo.it/vacanza-ideale/

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Draquila, ANDATE A VEDERLO!

Andate a vedere Draquila e scoprirete cose che nemmeno le cosìdette televisioni di sinistra hanno mai mostrato.
Bel Paese davvero il nostro ….originale direi.
Il titolo mi sembra più che azzeccato è quasi come se la parola non fosse stata coniata per il film ma, invece, il film per la parola…
Un documentario a pieno titolo dove si scoprono i lati oscuri e marci di tutti, TUTTI, destra, sinistra, centro, e via dicendo.
E’ un film che merita molto più della “mera” attenzione, merita l’assimiliazione.

Se volete vedere qualche foto scattata al L’Aquila vi invito a leggere il post  “L’Aquila, 2 Maggio 2010“.

L’Aquila, 2 Maggio 2010

Sono andata all’Aquila, la prima volta dopo il terremoto che ora mi sembra meno grave dello scempio che stanno perpetuando lasciando la città deserta, incapsulata in travi di acciaio e odore di macerie come se il terremoto ci fosse stato solo ieri.
Ho fotografato solo alcuni fogli appesi a reti metalliche, alle stesse dove sono state appese le chiavi di molti aquilani che chiedono indietro la loro città e non chissà quale city..

L’Aquila, per motivi molto personali, mi sta dentro come sta dentro il fegato, i polmoni e altri organi vitali, e pur essendo di Roma, non riesco a non piangere…