Lotta di classe – Ascanio Celestini

Non sembra di leggerlo questo libro, sembra di vedere un film, o anzi, meglio, di prendervi parte, è tutto molto colloquiale, profondo, vero, reale e quotidiano soprattutto per chi, i giovani, tutti i giorni si alzano e tutte le notti vanno a dormire con la stessa “compagna”: la precarietà.

Chi ha dimenticato il caso Atesia, il call center di Roma, Cinecittà ?

La vita di diverse persone si snocciola intorno al Call Center ma non solo … Sono diversi racconti, dove ogni protagonista, senza saperlo, incontra il protagonista del racconto successivo, è come se Celestini avesse “rubato” le pagine del diario di tutti i protagonisti che, casualmente, si conoscono e condividono, senza saperlo, speranze, illusioni e desideri.

Perfino nei ringraziamenti, lungi dal limitarsi a “dire”, Celestini racchiude in sole 2 righe il sentimento che ha animato e anima questa generazione di precari, precari in tutto, non solo nel lavoro. Così Celestini ringrazia: “Grazie a Sara, Paola e Andrea per aver avuto pazienza. Grazie alle donne e agli uomini del collettivo precariAtesia per averla persa.”

Il primo racconto narra della vita di due ragazzi rimasti a vivere da soli con lo zio: “mio zio era la macchia sporca sul divano accanto alla macchia di sugo sul pavimento … era l’umanità in ciabatte che puzza di minestrina con il dado.

Il secondo capitolo è dedicato a Marinella, la ragazza con il labbro leporino che descrivendo il centro commerciale di Cinecittà dice “… è una casa di Barbie per pupazzi di carne …”.

Poi Nicola e, infine, la signorina Patrizia, terminano il libro con le loro storie. Come mio solito, quando recensisco un libro, soprattutto un libro che adesso mi scorre nel sangue, che è passato direttamente dagli occhi all’animo senza essere filtrato da altro,qui riporto solo alcune delle frasi che più mi hanno colpito e che descrivono perfettamente, a mio avviso, la dimensione delle parole così come le usa Celestini.

Parlando dei baristi, Marinella dice “… i baristi non li sopporto. Quelli che ti guardano male se gli chiedi di andare al gabinetto. Ti guardano come per dirti “paghi solo il caffè e poi mi scrocchi anche il cesso”. Io gli direi “la prossima volta che prendo il caffè senza pisciare mi fai lo sconto?”.

Efficacissima la frase che Celestini fa dire alla signorina Patrizia per descrivere il suo disagio e quello dei precari: “… crescevo quadrata in un mondo rotondo.

Da leggere, sicuramente, per non sentirsi soli, per avere coraggio.

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Qualità della vita e sicurezza nei luoghi di lavoro

Qualità della vita e sicurezza nei luoghi di lavoro Strategie, ruoli,  professionalità e interventi è il titolo del testo scritto a “più mani” da autorevoli psicologi del lavoro, consulenti aziendali e professori universitari,  il cui obiettivo è informare il lettore attraverso analisi e riferimenti legislativi puntuali in merito a questa delicata tematica: la sicurezza sul lavoro ma non solo.
Il testo, 10 capitoli ampiamente documentati con note e note bibliografiche utili per chi volesse approfondire ulteriormente il settore della prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro, scorre in modo fluido grazie ad un linguaggio chiaro ed esemplificativo ma sempre estremamente professionale tanto da non consentire fraintendimento alcuno.
Psicologia del lavoro, sicurezza come ottimalizzazione del rapporto sistema uomo/ambiente, differenziazione concetti safety e security, ovvero analisi e studio del rapporto esistete tra l’essere al sicuro e il sentirsi sicuri, pericolo e rischio, concetto di benessere a lavoro: queste sono solo alcune delle problematiche toccate all’interno del testo.
Oltre a nutrite pagine che elencano e descrivono le principali tappe normative che hanno condotto il Legislatore a produrre un testo importante come la nota Legge 626, numerose sono anche le tabelle e i grafici che ancor meglio sviluppano i concetti espressi a parole.
Particolarmente interessante, inoltre, il capitolo dedicato all’evoluzione del concetto di sicurezza nei luoghi di lavoro, inizialmente intesa come felicità e quindi, “paradossalmente”, come mancanza di regole definite.
Dalla prima fase (1800) a quella attuale, iniziata negli anni 90 con periodo durante il quale prese vita un nuovo modello prevenzionistico.

Leggi anche Decreto Legge 81

L’altra casta: Privilegi, carriere, misfatti e fatturati da multinazionale

Il libro L’Altra Casta, andato in stampa nel marzo del 2008, l’inchiesta sul sindacato condotta da Stefano Livadotti (de L’Espresso), inizia subito con un attacco diretto ai “3 porcellini”, Bonomi, Epifani e Angeletti e continua a sviscerare notizie, indagini (sembra che gli italiani si fidino più delle banche che dei sindacati!!!!).

Il testo presenta dati e cifre che sembrano testimoniare con nessun intento diffamatorio, la costante perdita di ruolo originario dei sindacati.
Interessante, in merito alla precarietà dei giovani, l’accaduto con l’allora ministro Nicolais che , per svecchiare la P.A. “prevedeva il pensionamento incentivato e volontario degli ultra 60enni, per ogni dieci che avessero lasciato la scrivania  sarebbero stati assunti sei tra giovani e precari ……ancora un po’ e i sindacati se lo mangiavano vivo…”.

Incredibile la parte dedicata alle diverse contrattazioni: “l’intesa valida per le imprese che producono ombrelloni …è diversa da quella delle aziende che del manufatto forniscono il manico…Non potevano mancare regolamentazioni specifiche  per i soffiatori di palloncini, i tagliatori di sughero e perfino i parroci..”
Ampiamente trattata la problematica della sicurezza sul lavoro con un titolo che già dice tutto: Lacrime di coccodrillo alla Thyssen-Krupp.

Quello che più mi ha stupito (non so se stupito è la parola adatta ma mi sono ripromessa di non scrivere parolacce..) è lo sciopero della scarpa sinistra, negli anni settanta.
Interessante anche i contenuti del libro Prerogative sindacali normativa di riferimento: per esempio sapevate che la delega al sindacato può essere revocata solo entro il 31 ottobre  di ogni anno e gli effetti della revoca decorrono dal 1° gennaio dell’anno successivo?
Ma perché?????
Sapevate che la dichiarazione dei redditi che andiamo a fare ai CAF non è del tutto gratuita?
Già perché se è vero, ed è vero, che lo stato da ai CAF 15, 7 euro per ogni dichiarazione e se è vero,ed è vero, che lo stato siamo noi…chi è che paga alla fine???

Livadotti prosegue poi nel sottolineare i numerosi benefici fiscali dei quali usufruiscono i sindacati, le pensioni doppi per alcuni “pezzi grossi”.
Non poteva mancare un capitolo sull’Alitalia (tasso di sindacalizzazione pari al 77,9% e 87,1% tra i piloti): “Eldorado Alitalia”.
Le divise delle hostess disegnate dalle sorelle Fontana????
Se un pilota parte da Roma per andare a prendere servizio a Milano, la metà della durata del viaggio che lo vedrà impegnato nelle parole crociate viene considerata servizio”.

Ce né pure per le Ferrovie…(Ferrandina-Matera), per le Poste, per l’Inps

L’informazione non ha colore politico, quindi suggerisco a chiunque, di destra, sinistra o centro, di leggere l’Altra Casta.