Le lame scarlatte – Rob Himmel

… “e gli stupidi si sa, sono un. pericolo ..facili da manipolare” è una delle frasi, delle numerosi frasi, che potrebbero – da sole – comporre un libricino di aforismi estrapolati da Le lame scarlatte di Rob Himmel, edito da DZ edizioni, meglio conosciuta come DarkZone.

A nostro avviso non è un libro da prendere “sotto gamba” e ora spieghiamo in che senso.
Non è una storiella che può essere ripresa a una decina di giorni dall’inizio della lettura per due motivi:

  1. ci sono tante vite, personaggi ed eventi che stimolano l’attenzione
  2. non ce la farete pur volendo, desidererete sapere come finisce (e noi ovviamente non ve lo diciamo) 🙂

In pratica.
La storia nasce da un errore, come tutte le storie più belle. Viene uccisa la persona sbagliata e da qui inizia l’intrigo che porterà a scoprire tanti temi diversi tra loro ma vedremo anche intimamente connessi.

Temi come l’amore e il sacrificio per l’amore, l’Inquisizione, i giochi di potere e i morti dietro l’angolo, i cattivi che però hanno un’anima, la vendetta e immagini forti quando il famoso (o famigerato?) assassino Lynx “tirò fuori altro intestino tenue. « Continui a dire cose inutili. »

Sì, “immagini”. Non puoi leggere questo libro se non immagini dall’inizio alla fine il contesto, le “location” come Ganderia e Foltorp, i volti di Lynx, del Re Nuldest, di Ferret, Regina, Rat, Millirs e tutti gli altri che attendono, tra le righe, di essere scoperti.

Non vi diremo come finisce, ma la frase iniziale dobbiamo citarla, è quasi vitale e necessario e come non condividerla totalmente:

La stupidità uccide più di una lama.

http://www.dark-zone.it/prodotto/lelamescarlatte/

lame scarlatte

 

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Il lamento del bradipo – Sam Savage

Non avevo mai letto nulla di Savage, pur conoscendolo di “nome” dopo l’enorme successo del romanzo Firmino (2006), ho iniziato a leggere Il lamento del bradipo con un po’ di “sospetto” come accade per tutte le cose che non si conoscono, ma non l’ho ri-cacciato nel cassetto come si fa, adesso, con quei poveracci degli extracomunitari…ho continuato a leggerlo, piano piano, con calma, con tutta l’umiltà di chi sa di essere “ignorante” inquanto ignora ciò che gli è davanti…
Infatti mi è piaciuto molto, nonostante non sia il genere di libro che consiglio a chi affronta uno stato di depressione, e non perchè il libro sia deprimente ma perchè è crudelmente reale…

E’ drammatico-ironico, il romanzo è una serie di lettere che il protagonista giornalista Andrew Whittaker, scrive a diversi destinatari e attraverso le quali snocciola la sua vita, i suoi timori, le sue speranze, i suoi fallimenti…insomma se stesso.
Le lettere, che scrive nei mesi di luglio, agosto, settembre e ottobre e che sembrano essere i testimoni inconsapevoli di una preannunciata tragedia o quasi, vengono inviate agli inquilini del palazzao, in sfacelo, di sua proprietà, alla ex moglie alla quale è ancora legato, alla sorella odiata e ai lettori aspiranti redattori di Bolle che il più delle volte vengoo stroncati con estrema (e aggiungerei sana) durezza.
Posso dirvi cosa proprio non appartiene al protagonista: la sdolcineria.
E’ diretto nelle sue comunicazioni con l’esterno e lento, forse porprio come il bradipo, nel comprendere che forse i passi che sta facendo non sono quelli che avrebbe dovuto fare…

Vorrei citare, come di consueto, una frase del protagonista che a me è piaciuta moltissimo:

“Quanto a Dio, io  non sono semplicemente un agnostico, sono un seguace dell’indifferentismo”.

Per chi, come me, non conoscesse Savage, basti sapere, per capire “chi è”, che era un ex prof. di filosofia, poi diventato meccanico di bici, poi ancora carpentiere e pescatore, per arrivare, ad oggi, all’arte della scrittura.

Infine, siccome i libri sono delle vere e proprie opere d’arte, vorrei sottolineare che molto, ma molto carina è anche la copertina del romanzo, opera di Saul Steinberg.

Saul Steinberg

Noi – Walter Veltroni

Noi è un romanzo di Walter Veltroni (ma che fine ha fatto???) che ripercorre alcuni eventi storici attraverso le parole e i comportamenti (già perchè più di leggere sembra di vedere un film) dei personaggi.

Il 1943 con tutto lo sfacelo storico che questo anno porta con sé, il 1963, il 1980 e l’inverno 2025

Il romanzo inzia con la fine del fascismo, con un quattordicenne che pensa (e questo sarebbe già un miracolo adesso…cfr Perle ai porci – Gianmarco Perboni)…
Il padre, maggiordomo del duce, il paese che sta per sprofondare sotto il peso enorme del dolore di tutti coloro, tanti ormai, che si chiedono “perchè si debba combattere contro un nemico così superiore in tutto, di armi e di uomini, di noi..“.

Inutile dirvi del dolore che, invece, ha invaso me quando ho letto della tragica storia dei 20 bambini di Bullenhuser Damm..soprattutto quando, alla fine, scopro che il romanzo non è proprio un romanzo…

Weltroni  “Mi sono concesse poche licenze alla fedeltà della ricostruzione storica…“.

Infine vorrei segnalare quanto mi è rimasto di un esame universitario di Storia contemporanea, in merito alla guerra..
Il professore spiegava, nell’aula della Sapienza gremita di ragazzi che chiacchieravano, che molti uomini per evitare di andare in guerra (la seconda guerra mondiale) si inniettarono benzina nelle gengive per procurarsi accessi…

Ora, vorrei commentare ma credo che si commenti da solo…
Buona lettura cari amici.

PS. Per chi volesse, Weltroni presenterà il libro a partire da ottobre, qui www.walterveltroninoi.it/appuntamenti/ gli appuntamenti.