Filosofia del Diritto, la mia passione

Era il lonano 2002 quando ansiosa come non mai sono entrata in un’angusta aula della Sapienza di Roma per discutere la  mia Tesi in Filosofia del Diritto intitolata: Il Diritto di fronte alla morte: Eutanasia e Suicidio, laurea in Scienze Politiche.

Ricordo solo di non aver mangiato nulla a colazione (cosa strana per me, perchè almeno a colazione, divoro tutto quello che mi capita davanti anche una persona volendo..) ma di aver trascorso tutta la prima mattina al bagno, con un mal di stomaco che mi avrebbe portato, alle ore 15, a discutere la mia tanto amata Tesi.

La Tesi si aspetta dal primo giorno in cui ci si iscrive all’Università ma quel momento dura esattamente 5/8 minuti…e ti rendi conto che dura troppo poco per poter dire tutto quello che vuoi:

  • questa università ha delle aule oscene
  • alcuni professori se ne fregano del “sapere”
  • perchè devo acquistare per forza un libro nuovo? non posso prenderne uno usato?
  • ecc. ecc.
  • e alla fine…discutere la tua amata Tesi.

L’esame in Filosofia del Diritto (il mio primo e ultimo 30 e lode) fu il secondo esame che diedi, quello della mia vita, quello che per il futuro avrebbe condizionato tutta la mia esistenza.

Da quel momento cercavo una spiegazione filosofica-giurisprudenziale a tutto, anche alla mancata emissione degli scontrini.

La parte che ho amato, in assoluto, di più è quella dedicata a Internet e il suicidio.
La cosa bella, poi, è che ho finito per lavorarci su Internet…ma ancora non mi suicido però 🙂 .

Ciao cari!

 

Per chi volesse

Tesi in Filosofia del Diritto: Il Diritto di fronte alla morte: Eutanasia e Suicidio – Google Play

 

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Da Cosa nasce cosa – Bruno Munari

Chi mi segue sa che mi piace leggere praticamente di tutto (tranne i romanzi d’amore smielati), tra questo “tutto” ci sono anche e soprattutto i libri dedicati all’arte, al design, insomma a tutto quel che fa parte della nostra vita e del nostro vivere quotidiano, già perché il vero design (come più volte sottolinea Munari in questo libro) è rappresentato dagli oggetti nati prima del vocabolo design.
Questi oggetti sono: il leggio treppiedi, il lucchetto per serrande, la sedia a sdraio, la scure per spaccare la legna, la lampada per il garage, la sedia inventata da Michael Thonet.

La prima cosa che si legge entrando in questa “mostra” di pagine (ci sono anche molte immagini e relative didascalie, e pare davvero di avere una guida accanto che ti spiega dettagliatamente tutto ) è questa: cosa non troverà il lettore leggendo Da cosa nasce cosa.
Da cosa nasce cosa non è un libro che spiega (né vuole farlo) come progettare un’astronave, ma, invece, come affrontare problemi reali come “metter su casa”.
Pienamente concorde con alcune considerazioni fornite in merito a importanti concetti espressi, più volte, dall’autore: lusso, metodologia progettuale, aspetto psicologico della gestione dello spazio.

Il lusso

Il lusso – scrive testualmente – è una manifestazione della ricchezza incivile che vuole impressionare chi p rimasto povero…E’ il trionfo dell’apparenza sulla sostanza.

Metodologia progettuale

La creatività non vuol dire (e non deve essere) mera improvvisazione , priva di metodo. La creatività deve avvalersi della metodologia.

Aspetto psicologico della gestione dello spazio

Quel che dalla pagina 160 a 177 viene definito come il capitolo dedicato allo spazio abitabile.
Tra i capitoli che non posso assolutamente non citare, ovviamente, quello dedicato ai Libri e nello specifico al capitolo “Un libro illeggibile” che lungi dall’essere quel che possa sembrare, è, invece, un’interessante sperimentazione per capire se è possibile utilizzare il materiale con il quale si fanno i libri (escluso il testo) come linguaggio visivo. I primi libri “illeggibili” sono stati esposti a Milano, nella Libreria Salto nel 1950.

Tra i capitoli di mio particolare interesse: Giochi e giocattoli , Riciclaggio (“considerare le cose non solo per quello che sono ma anche per quello che potrebbero essere”), Bionica, Prossenica.

 

Comici spaventati guerrieri – Stefano Benni

So di essere ripetitiva perché non esiste una sola recensione dei libri di Benni nella quale io non lo abbia elogiato.
Per me è un genio delle parole e lo è sempre e lo è anche con questo libro, Comici Spaventati Guerrieri, storie che si intrecciano, ironia, acutezza nell’interpretazione degli stati d’animo, fluidità assoluta della lettura, originalità, sentimenti, insomma è sempre lui, uno dei miei preferiti e non si smentisce mai.
Lucio Lucertola, Lupetto, Arturo, Lucia, Carlo Camaleonte, Leone e molti altri personaggi, anzi direi “persone” popolano le vicende di un libro intenso.
Mentre lo leggevo mi è venuto in mente un buffet.
Io non sono golosa, mangio quel tanto che serve per vivere, però, è innegabile, davanti a un bel buffet che oltre a essere bello è anche buono, è innegabile, dicevo, che chiunque, quindi anche io, non si affolli a riempire il piatto con ingordigia.
Questo libro si legge con ingordigia, ecco.
Anche in questo caso voglio citarvi alcuni passi, non posso citare tutte quelli che avrei voluto quindi ho scelto quelli per me più significativi, quelli che hanno colpito direttamente la sede dell’animo che è nel cervello subito dopo aver attraversato l’occhio.
Lucio Lucertola, professore in pensione che “ In un bicchiere sul comodino ritrova il sorriso da cui si è separato per una notte.
Ed è sempre Lucio che si intrattiene nel dialogo, eccezionale, con Bice, la sua bicicletta “acquistata nel 1962 nel negozio di velocipedi…”.
Il babbo di Coniglio “…lo si può vedere alla finestra incastonato nella poltrona, un Buddha in mutande aureolato da mosche. Attualmente sta sparando proiettili di telecomando su uno schermo in burrasca.
Anche in Comici Spaventati Guerrieri non può mancare il riferimento al mondo del lavoro e nello specifico al tema dell’infortunio.
Arturo, dopo che un macchinario tedesco da lui domato per anni in fabbrica, un giorno si ribellò e gli strappò il braccio dal gomito”.
Infine, solo per darvi l’idea di come sappia tradurre in parole un quadro (ditemi se mentre leggete queste ultime parole che vi citerò non avete l’impressione, esattamente, di vedere quel che state leggendo), in merito alla notte, Benni scrive: “Man mano che la notte arrivava in città la salutavano parole luminose. Alcune erano lunghe e pulsanti, tremavano e camminavano invitando a film e snack e ristori, altre erano semplici punteggiature, virgole di lampioni, esclamativi di semafori, file di punti rossi di auto incolonnate.”

copertina libro Comici spaventati guerrieri

Grazie, ecco perchè senza gli immigrati saremmo perduti

Il libro intitolato “Grazie, ecco perchè senza gli immigrati saremo perduti” di Staglianò è una dimostrazione palese dell’imbecillità di chi pensa che l’Italia può campare senza immigrati.
Non è un testo “sentimentale” strappalacrime ma, invece, un testo “scientifico” che, dati alla mano, ci fa comprendere quando dal punto di vista economico gli immigrati siano, attualmente e per il futuro sempre di più, la soluzione della crisi italiana e non solo direi.
24 vicende per ogni ora della giornata, per “ogni giornata, una giornata gentilmente offerta dali stranieri“.

Il libro inizia subito con una percentuale.
Il 10% del Pil  è prodotto dagli immigrati.

Inizia con le ore 1: le badanti, ci avete mai pensato?? Dove vanno le badanti che si ammalano? Chi “bada” a loro?
Ore 2, i pescatori: lo sapevate che molti pescatori hanno nomi italiani ma sono stranieri perchè così fanno maturare la pensione agli italiani??
Ore 5: addette alle pulizie come Afida, straniera che deve anche mantenere il marito (ITALIANO) perchè invalido al 75%, lei prende 600 euro di stipendio e ne paga 750 di affitto.
Ore 13: cuochi e lavapiatti, lo sapevate che la migliore carbonara premiata dal Gambero Rosso è stata cucinata da un tunisino??

Detto questo, bisognerebbe solo ricordarsi una cosa, una cosa soltanto: dal 1861 ben 30 milionidi italiani sono partiti per cercare lavoro all’estero…OVVERO SONO IMMIGRATI!

Blog di Riccardo Staglianò

Book in progress, progetto innovativo!

Ho appena finito di leggere Nova (esce con il Sole24ore il giovedì ed è assolutamente obbligatorio comprarlo perchè vi da un’enormità di informazioni, news inerenti ricerca, innovazione e creatività) , ci sono alcune news ed eventi inerenti i libri e vorrei segnalarvene una che reputo veramente degna di nota.

Il mio totale plauso al preside dell’Istituto tecnico Ettore Majorana di Brindisi perchè dal 15 settembre molti dei suoi studenti si recheranno a scuola con il solo pc, perchè i libri se li sono fatti da soli a scuola con licenza creative commons.
Il progetto si intitola Book in progress ed veramente innovativo sotto ogni punto di vista: pensate alla schiena degli studenti, pensate al risparmio di carta, pensate al risparmio economico conseguito per non aver dovuto acquistare libri di testo a dir poco cari (e poi dicono che la cultura è di tutti…) , pensate a tutto quel che vi passa per la testa, io penso che sia eccezionale, un vero, forse uno dei pochi, esempio di convenienza su tutti i campi: bravo preside!

Il preside lanciò, già un anno fa, il progetto e, a oggi, questo conta en 14 Istituti italiani che hanno auto prodotto libri per 16 diverse materie, non solo in formato elettronico ma anche cartaceo (per chi lo vuole acquistare basta un contributo di 35 euro).

Come funziona Book in progress?
E’ più semplice a vedersi che a dirsi, qui trovate il video dimostrativo..

Gli Istituti interessati possono aderire al progetto utilizzando un Modulo che trovate cliccando il seguente link

Spero che l’iniziativa abbia successo e vi invito a segnalarla, se lo meritano!
Istituto Ettore Majorana di Brindisi

Il Libro dell’ignoranza

Ho acquistato Il libro dell’ignoranza. Che cosa è verità e che cosa è semplicemente una panzana? Il libro-gioco che svela le nostre false conoscenze (di John Lloyd & John Mitchinson) dopo aver letto quello che la rana verde in copertina mi stava chiedendo, ovvero:

DI CHE COLORE E’ IL VOSTRO CERVELLO?

SE AVETE RISPOSTO GRIGIO

COMPRATEVI QUESTO LIBRO.

Ebbene si, io ho risposto “grigio”.

Non è il solito libro dei “perchè”, fornisce spiegazioni scientifiche e documentate e soprattutto, ti fa ragionare!
Scopri così che alcune”credenze” sono del tutto infondate ma hanno tuttavia trovato fertile terreno nell’immaginario collettivo dove vale sempre la legge del “se lo dicela televisione allora è vero“…

Qualche assaggio solo per spingervi ad acquistarlo perchè a mio avviso merita!

Qual’è la più grande cosa vivente?
Un fungo…un fungo del miele dell’Oregon, 800 ettari …

Quante narici abbiamo?
NO, non 2 ma 4!

….A dimostrazione che è proprio vero che le apparenze ingannano: la cosa più grande che una balenottera azzurra possa ingoiare è un pompelmo…”La gola di una balenottera azzurra ha quasi esattamente lo stesso diametro del suo ombelico“.

Quanto puà vivere senza testa un pollo?
Mike (Fruita in Colorado, anni 1945) visse 2 anni senza testa…

Che cosa contengono le gobbe dei cammelli?
Macchè acqua!… Grasso, contengono grasso!

Da che cosa è prodotta la gran parte dell’ossigeno presente sulla terra?
…Dalle alghe!

Non mancano simpatici e/o illuminanti proverbi citati all’occorrenza, ve ne segnalo due i mei preferiti:

Se pensi di essere troppo piccolo per contare qualcosa, prova a dormire in una stanza chiusa con una zanzara (Proverbio africano)

Visto che la luce viaggia  più veloce del suono, sarà per questo che molte persone appaiono brillanti finchè non le senti parlare? (Steven Wright)

Vaticano S.P.A. – Gianluigi Nuzzi

Non sono fissata con la “Chiesa”, può sembrare così ma non lo è, sono solo fissata con la verità.
Dopo La Questa di Curzio Maltese ho deciso di leggere Vaticano S.P.A.: che ve lo dico a fare, mi stavo sentendo male.
Esagerata?
Forse, dipende dall’ottica con la quale si legge.
Io leggo con l’ottica della donna che ha frequentato, dall’asilo al liceo, nell’ordine: suore, suore e preti.
Poi ho finalmente studiato all’Università, La Sapienza.
Tuttavia anche qui, in nessun corso di quelli da me seguiti, ho mai letto alcunchè di riferito alla Chiesa…
Vaticano S.P.A. è un testo quasi universitario secondo me, non è da leggere sotto l’ombrellone perchè ti costringe al voltastomaco e vomitare in spiaggia non sta bene.
Comunque, è storia, pura storia.
Il testo affronta tematiche come la “straordinaria” storia di Marcinkus: “si può vivere in questo mondo senza preoccuparsi del denaro?” (parole sue eh!)
Sul trio Sindona , Marcinkus, Calvi, sullo IOR:una banca a tutti gli effetti…solo che non può essere perquisita nè i dirigenti interrogati, fico eh.
Che fine ha fatto Angelini? E l’Affare Enimont: la maxitangente , il riciclaggio dello IOR…

Se avete lo stomaco forte potete leggerlo…è inconcepibile, io non riesco a comprendere come la chiesa possa occuparsi di denaro quando  l’unica volta che si adirò il suo “superiore” fu quando trasformarono il Tempio in un mercato…

Dal Blog di Beppegrillo.it: Vaticano SPA

Pagina su Facebook Vaticano S.P.A.

PS. Qualcuno mi ha detto “ma che ti metti a scrivere queste cose su Internet???  E se poi capiscono chi sei???
Ecco, siccome fino ad oggi – 4 agosto 2011 – c’era effettivamente il rischio che non si capisse bene chi ci fosse dietro tutta questa eresia, ho deciso di metterci la faccia:

Sono Chiara (uff. Mariachiara) Marsella, e non mi fa paura nessuno 🙂