Di tutte le ricchezze – Stefano Benni

E’ un regalo per il cuore del lettore.
E’ bello, bellissimo, in “Di tutte le ricchezze” ritrovi tutto quel che Benni esprime nei suoi libri, quindi l’amore per la natura, l’amore per l‘arte, l’amore per le parole, l’Amore.

Ho pianto, alla fine perchè non mi aspettavo assolutamente quel finale..vi basti sapere che ho pianto…è come scoprire di aver letto il libro insieme al protagonista .

Il protagonista del libro è un professore anziano, in pensione, Martin, alto e magro, dal “ciuffo bianco“, che vive in una casa immersa nella natura e parla con gli animali: il tasso, il lupo, la falena, il serpente..
Intorno alla sua vita si muovono persone di ogni genere e anche Michelle.
Si muovono leggende (o forse storie vere?) come quella del Catena, poeta morto suicida nel manicomio (o forse no?) o quella del fantasma della ragazza del lago.

Anche in  “Di tutte le ricchezze“, come accennavo sopra, si palesa l’amore e il rispetto per gli animali, le piante, si palesa l’animo ecologista di Benni (e mi viene da pensare subito a Margherita Dolcevita).
E a tal proposito non posso non citarvi almeno due frasi che descrivono l’una degli alberi, l’altra il cane di Martin, Ombra.
Parlando della sua casa sull’Appennino, descrive così gli alberi intorno: “Gli fanno da sentinella, a un lato, un noce dal dritto tronco maestoso, e dall’altro un fico storto e anarchico“.
Del suo “compagno e scudiero” Ombra, dice “…un grosso cane nero, un incrocio tra un Terranova e un treno merci, quando carica festoso.

Non si può dire (a mio avviso) quale sia il più bel libro scritto, fino ad ora, da Benni, perchè ogni libro è diverso, ha una propria anima…se fossi costretta con la forza e la minaccia da un spirito malvagio, dovri citarne almeno un paio e questo rientrebbe nella lista.
Grazie Benni.

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Di tutte le ricchezze

Di tutte le ricchezze

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Spiriti – Stefano Benni

Gli Spiriti, gli uomini, i politici, due gemelli, Salvo e Miriam (figli di due sciamani), incredibili vicissitudini che nascono dalla fervida immaginazione di Benni che attraverso figure straordinarie, mette in luce miserie, vizi, virtù, paure della razza umana, tutto gira intorno ad un Megaconcerto.

Attraverso trasformazioni fantastiche di spiriti in animali, vento, fulmini e altre forze della Natura, si snocciola uno dei racconti più intrisi di creatività che abbia mai letto, per esempio ( ma è solo uno dei molteplici) così descrive un certo Sys Req, genio del computer: “Da anni soffre della sindrome di Bowser…era allergico al novantasei per cento delle forme di realtà…ed esibiva il suo tic caratteristico continuando a diteggiare su un’immaginaria tastiera mentre parlava…”

In Spiriti è possibile rintracciare i “volti” di alcuni rappresentanti politici, immaginandoli buffi, goffi, spietati o, semplicemente, stupiti, impegnati a sostenere l’apparenza a discapito della sostanza, sempre e comunque, in ogni ambito della vita e della morte.
Ecco come descrive il sovrappeso del presidente dei presidenti:
Guarda la sua ombra…la sua sagoma è ancora ingrossata, dieci anni fa sembrava il Cile, ora ricorda il Canada”.
Sempre in merito alla Politica, ecco alcune “chicche” che ritengo straordinarie:
Il Paese esprime sempre una volontà di cambiamento e questa è la migliore garanzia dell’immutabilità politica. Basta non cambiare mai, di modo che il popolo possa continuare a esprimere la sua volontà di cambiamento.”
In merito all’intervista di una giornalista al presidente, al quale faceva notare che, anche lo scorso anno aveva risposto le stesse identiche cose senza che nulla accadesse, ecco come risponde l’intervistato:
E’ il segno che la nostra è una politica coerente…
Geniale la definizione di potere:
Il potere è fare l’unica cosa che si crede di poter fare e far credere che si l’unica cosa che si può fare”.

In Spiriti, il libro inizia con la fine del mondo, si rintracciano tutti i temi cari a Benni, come l’ecologia ( bellissima la frase di uno Spirito, Poros, che afferma:”per salvare la terra bisogna aiutare gli uomini nel loro sogno di autodistruzione”), l’inutilità della guerra, la politica, la ribellione ( “saper bruciare solo ciò da cui poi nascerà erba nuova, ecco la vera ribellione.)

Achille Piè Veloce – Stefano Benni

Dopo aver letto questo libro di Benni, Achille piè veloce, sono stata circa una settimana a chiedermi se, da qualche parte ci fosse davvero questo Achille, nascosto da tutto e tutti in modo che nessuno potesse vedere le sue deformazioni.

Il libro è doloroso, almeno lo è stato per me, che, è vero, mi commuovo perfino davanti ad una formica che trascina una briciola di pane e che, puntualmente, aiuto e che, puntualmente, scappa, perdendo anche il pezzo di pane.
Ma torniamo ad Achille Piè veloce: si intrecciano le vite di due personaggi, Ulisse e Achille, uno, un anonimo scrittore che ha perso l’estro e la creatività, l’altro, un mostro umano pieno di crudele realtà, apparentemente scontroso, maleducato.
L’incontro tra i due avviene, e dall’incontro nasce e si evolve la storia dell’uno e dell’altro, le storie delle persone a loro vicine, come quella della bella Pilar.

Benni tocca diversi temi, il lavoro, l’insoddisfazione personale, il sesso, l’amicizia, la corruzione, la politica, l’amore per la vita che in certi casi corrisponde perfettamente all’amore per la morte.

Cosa succede alle persone cosiddette normali quando incontrano di colpo un matto che urla o le investe di un delirio incomprensibile?…Dopo l’incontro restano immobili…ma il loro volto è cambiato, è come se fossero state fotografate da una luce accecante…”: così inizia il libro, e così “non” finisce, ma quasi, quando Achille Piè veloce scrive: “Solo il dolore insegna cos’è la vita senza il dolore”.

Non posso rivelarvi la fine, forse qualcuno se la immagina, altri no, la verità è che ognuno di noi potrebbe costruire un finale secondo le proprie inclinazioni e secondo la propria sensibilità, resta il fatto che Achille Piè veloce ti resta dentro, qualunque finale tu abbia scelto.

Margherita Dolcevita – Stefano Benni

Margherita Dolcevita, recensione della storia di una ragazzina ecologista e grassottella

Ecologista nel cuore, la rotondetta Margherita Dolcevita di Benni, dai biondi capelli ricci e l’animo pieno di ideali, ad un certo punto della sua vita si trova davanti ad un vero e proprio mistero con l’arrivo di vicini alquanto strani.

I Del Bene potrebbero essere alieni, vampiri, pazzi, malfattori, razzisti o tutte le cose insieme…ma solo alla fine del libro si potrà comprendere il messaggio che sin dall’inizio tesse la ragnatela attraverso le parole.

Una famiglia normale quella di Margherita Dolcevita:

  • il nonno, spassoso, vive in soffitta mangiando cioccolata: “…ogni venerdì sera balla il tango con un fantasma, dona Lupinda de Camarones Guetierrez, morta nel 1854, poi arriva il marito…e lui e il nonno si battono a duello tutta la notte”;
  • il padre, meteoropatico, facilmente condizionabile: “Ha arruolato duemila capelli che vivevano vicino all’orecchio sinistro e li ha costretti a emigrare nel deserto dell’emisfero destro, formando una sciarpa di peli che si appiccica al cranio con un’overdose di brillantina..”;
  • la madre annoiata, che guarda solo e sempre telenovela: “a voler essere precisi sembra una bustina da tè usata”;
  • due fratelli, uno di 18 anni pieno di brufoli che “mangerebbe polenta e panda, anche se fosse l’ultimo esemplare del mondo”, l’altro, più piccolo, un quasi genio “innamorato dell’insegnante di matematica, che sembra una cicogna con gli occhiali”;
  • Pisolo, il cane: “…il mio cancatalogo, perché più che un incrocio è veramente un catalogo di tutte le razze canine e animali e forse vegetali apparse sulla Terra…

E poi nella vita di Margherita c’è anche l’amore, quello per un Angelo misterioso, la Bambina di polvere (leggenda o verità?), gli animali, il rispetto per la vita, sotto qualunque forma (per principio!).
Con una lettura veloce Benni ci mostra il magico mondo di Margherita Dolcevita, così bello, così pulito.