Comici, Papi e altre disgrazie: che schifo di Paese

Volevo farmi gli affari miei e più di una volta, dopo queste elezioni, ho pensato “ma chissene…ma perché, ma a che serve scrivere..
Poi è come se  la rabbia e lo schifo fossero esplose e ora sono loro a scrivere, io, semplicemente, lascio scrivere loro perché devo liberarmi di questo peso: Italia, ma vaffanculo.

Uno può prendersela con chi vuole (io detesto Berlusconi per esempio…) ma il dato di fatto è che siamo un Paese quanto meno sui generis.
Non mi ritrovo in questo Paese e quindi me ne infischio se un tedesco che se ne esce dicendo che hanno vinto due pagliacci, e anzi non me ne infischio ma, addirittura, approvo perché è tecnicamente vero.
Grillo è un comico, Berlusconi fa il comico, con le sue sgraziate barzellette sempre sul sesso che poi si sa, se uno ne parla tanto è perché non lo fa.

Tutti a prendersela con quel poveraccio di tedesco (secondo me Napolitano non vede l’ora di finire il mandato per stringergli la mano) nessuno a prendersela con il Vaticano.
Direte, che c’entra?
Ma vogliamo parlare dell’anello del pescatore del papa?
Ma questa “papocchia” d’oro invece di distruggerla non potrebbero sfamarci i poveracci?
E le ville, i palazzi i beni MATERIALI della Chiesa ma che minchia c’entrano con la povertà predicata da quel povero Gesù Cristo?

E noi a prendercela con un tedesco che, di fatto, ha fatto pura storiografia???
E sapete perché?
Perché prendersela con il Vaticano (che ricordo essere UNO STATO) non conviene.
E’ tutto qui, tutto in questo “sporco” verbo: convenire.
La convenienza nasconde sempre qualche trappola.
Se trovi qualcosa che sia “conveniente” è certamente una fregatura.

Così “conviene” trovare un capro espiatorio.
Ma quanto ci piace trovare sempre un capro espiatorio?
A me tanto se il capro è Berlusconi, però a un certo punto devo pure arrendermi all’evidenza.
Questo ha capito tutto, ci conosce meglio di mamma e papà!
Ha capito che popolo di imbecilli siamo e, semplicemente, da’ a Cesare quel che è di Cesare, punto.
Il problema è che Cesare si fa fottere in allegria.

Io da qualche giorno ho dei dubbi amletici..

  • Per quanto io possa non apprezzare le scelte politiche di Monti, vi pare normale che il popolo italiano preferisca un comico a un professore universitario ?
    Boh.
  • Poi c’è un dilemma ancora più grande.
    Come fanno le donne del PDL a stare ancora nel PDL?
    Cioè un “signore” attempato che a un convegno se ne esce, rivolgendosi a una donna: “lei viene, quante volte viene?” ma non fa un po’ schifo?
    Boh.
  • Non lo so se Bersani è il migliore, la disgrazia, vera, è che io ho votato quello che pensavo fosse il meno peggio…ma evidentemente non c’è mai fine al peggio…
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Il terrore degli evasori, la tracciabilità dei pagamenti

Tra i tanti blog utili e meno utili, ne ho scovato uno (non vi nascondo che avrei voluto farlo io!) sull’evasione, Antievasione.blogspot.com e siccome sono molto ma molto sensibile a questo argomento visto che io come tutti voi che mi leggete (credo…spero..) pago le tasse, voglio recensirvi questo articolo tratto dallo stesso blog Il terrore degli evasori, la tracciabilità dei pagamenti…lo trovo illuminante, inizia così:

La crisi finanziaria che stiamo vivendo ha spinto il governo Berlusconi a cercare risorse con una modalità del tutto sconosciuta a tutto l’esecutivo: la lotta all’evasione. Sarà forse per l’inesperienza in questo campo che si è mancato di utilizzare lo strumento forse più efficace in questo campo, cioè la tracciabilità dei pagamenti.…….

Io mi vergogno

Sto pensando di fare una vacanza all’estero, di pochi giorni, ma l’idea che qualcuno, solo sentendomi parlare in italiano, possa pensare che io abbia votato Berlusconi, mi fa vergognare (potrei dire “come un cane” ma non vedo perchè un cane debba vergognarsi).

Sto pensando di applicare una frase sul mio cappotto, proprio dietro, sulla schieda  e che recita “Io non ho votatao Berlusconi” ma non riesco ad appiccicarmi quel nome da nessuna parte nemmeno se davanti c’è una negazione.

Mi vergogno, tutto qui…è un sentimento molto umano no?
Poi sento Maroni a Ballarò, poi Giuliano Ferrara, poi la Santanchè…poi Bossi, poi Alfano..e tutti (troppi) gli altri e penso che “dai, non è possibile che so tutti pazzi…forse sono io che sbaglio“…
E mi ri-vergogno un’altra volta..perchè mi sono messa in discussione e non avrei dovuto perchè la regola che la quantità prevale sulla qualità è pericolosissima.

Mi vergogno, non solo perchè il nostro Presidente del Consiglio non sa pronunciare la parola Google ma perchè non conosce nemmeno la Lingua Italiana e non sa che il verbo “inculcare” non ha mai un significato positivo nemmneo se a “inculcare” sono i genitori…il contrario di inculcare è lasciare liberi..e allora oltre a vergognarmi mi viene l’ansia.

Mi vergogno un po’ come quando sei al teatro e quello vicino a te comincia a mandare messaggi dal cellulare senza aver tolto il suono ai tasti e tutti guardano te perchè sei quello più vicino e quindi “potresti” essere tu…
Mi vergogno perchè non so che fare e perchè oggi mi lamento ma domani continuerò ad andare a lavoro, in palestra, a uscire con gli amici, al cinema a vedere un film horror, a casa a mangiare un piatto di pasta, a dormire tra le braccia del mio amore… tutto scorre , diceva Eraclito, nulla è come prima…eppure non adesso qui, in Italia…

Lo so che non è una recensione ma il blog è mio e ci faccio quello che mi pare…
scusatemi…un attimo di berlusconismo..

“Sono una donna, non sono una Santa…nchè”

Ieri mi sono presentata alla manifestazione con questo cartellone, “Sono una donna, non sono una Santa…nchè“, l’idea di questo slogan mi era venuta in mente pochi giorni prima ma poi ho scoperto che già (in passato, passato) avevano avuto la stessa idea e che lì, a Piazza del Popolo, centinaia di persone erano concordi con me, perchè?

Perchè forse questa donna, in apparenza tanto elegante ma che non esita a mostrare il dito medio davanti milioni di persone molte delle quali bambini a casa con i genitori a vedere la televisione, è anche molto inattendibile.
Qualche anno fa diceva che il Presidente del Consiglio vede le donne solo in orizzontale, mentre oggi lo difende a spada tratta.

Devo dire GRAZIE ALLA SANTANCHE’ perchè insegna alle donne come non essere, mai, nella vita: volgari e inattendibili.

 

Leggete! http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2011/02/15/6-aprile-2011-una-data-che-non-dimenticheremo-nemmeno-esso/

Spam da Forzasilvio.it ?

IN DATA  27 AGOSTO SCRIVEVO:

Apro la mia casella di posta elettronica gmail e la prima cosa che vedo rischia di farmi prendere un infarto:

Grazie per esserti registrata a Forzasilvio.it.

IO?????????????????????

IO di sinistra, io che amo la Giustizia, io che amo tutti indistintamente dal sesso, io che rispetto l’ambiente??
Mi è salito il sangue al cervello e la prima cosa che ho fatto è stato pubblicare sia su Facebook che su Twitter un avviso (accorato) Spam da Forzasilvio.it.

Già perché, e qui arriva il bello, nonostante nell’email si dica “Se hai ricevuto questa mail per errore o non hai richiesto di registrarti a http://www.forzasilvio.it, ignora questa e-mail. La registrazione non verra’ attivata.Subito dopo c’è scritto:

Ricorda sempre Forzasilvio.it

(che per altro mi sa proprio di necrologio…)

Il dominio è stato registrato a nome di Palmieri (si può vedere se inserite il dominio in whois.is) e così ho scritto a lui:

Mi è arrivata una inopportuna email da Forzasilvio.it dove mi si ringraziava per essermi registrata.
Non l’ho mai fatto e non intendo farlo, per cui se non volete incorrere in una denuncia al Garante della Privacy eliminate immediatamente questo account email.

Poi mi è venuto un dubbio.

Non è che nel frattempo il Premier ha fatto una legge ad hoc che le email spam provenienti dal suo sito non sono spam ma solo salutini????

ATTENZIONE!!

IN DATA 30 AGOSTO MI HANNO RISPOSTO (per altro anche gentilmente…)

Gentile ….,
mi spiace per quanto accaduto. Lei è vittima di uno scherzo di qualche suo conoscente che la preiscritta a forzasilvio.it a sua insaputa. Proprio per questo motivo abbiamo predisposto la mail di conferma, che consente di limitare il fastidio di questi stupidi scherzi e di non perfezionare l’iscrizione, se non voluta.

Preciso inoltre che la sua mail non risiede sui nostri database in quanto lei non ha completato l’iscrizione.

Considero lo spam una pratica inutile, controproducente e fastidiosa. Ne sono vittima tutti i giorni nella mia mail pubblica della Camera e so cosa vuol dire. Per questo ho compreso pienamente il suo fastidio.
Grazie per l’attenzione.
Cordialmente,

Noi – Walter Veltroni

Noi è un romanzo di Walter Veltroni (ma che fine ha fatto???) che ripercorre alcuni eventi storici attraverso le parole e i comportamenti (già perchè più di leggere sembra di vedere un film) dei personaggi.

Il 1943 con tutto lo sfacelo storico che questo anno porta con sé, il 1963, il 1980 e l’inverno 2025

Il romanzo inzia con la fine del fascismo, con un quattordicenne che pensa (e questo sarebbe già un miracolo adesso…cfr Perle ai porci – Gianmarco Perboni)…
Il padre, maggiordomo del duce, il paese che sta per sprofondare sotto il peso enorme del dolore di tutti coloro, tanti ormai, che si chiedono “perchè si debba combattere contro un nemico così superiore in tutto, di armi e di uomini, di noi..“.

Inutile dirvi del dolore che, invece, ha invaso me quando ho letto della tragica storia dei 20 bambini di Bullenhuser Damm..soprattutto quando, alla fine, scopro che il romanzo non è proprio un romanzo…

Weltroni  “Mi sono concesse poche licenze alla fedeltà della ricostruzione storica…“.

Infine vorrei segnalare quanto mi è rimasto di un esame universitario di Storia contemporanea, in merito alla guerra..
Il professore spiegava, nell’aula della Sapienza gremita di ragazzi che chiacchieravano, che molti uomini per evitare di andare in guerra (la seconda guerra mondiale) si inniettarono benzina nelle gengive per procurarsi accessi…

Ora, vorrei commentare ma credo che si commenti da solo…
Buona lettura cari amici.

PS. Per chi volesse, Weltroni presenterà il libro a partire da ottobre, qui www.walterveltroninoi.it/appuntamenti/ gli appuntamenti.