Storia di un corpo – pennac

Posso dirvi che ho aspettato, volontariamente, alcuni giorni prima di finire il libro, perché non volevo finisse, non volevo che quel corpo morisse; quel corpo é diventato una persona amica, ho vissuto il suo malumore da bambino, che non sopportava una madre eterea e adorava un padre morto troppo presto, ho assistito, in disparte, sfogliando le pagine con estremo silenzio, in punta di dita per timore di disturbarlo, alla sua prima notte di sesso, ho sofferto con lui per la morte del nipote, ho pianto, alla fine.

Copertina storia di un corpo

É bello, bellissimo.

“Storia di un corpo” é il diario di un corpo, quello di un uomo che scrive raccontando alla figlia, fino all’ultimo giorno, tutto quel che riguarda il suo corpo, quindi la sua vita, i bisogni fisiologici, quelli che attengono all’anima.
E lo fa utilizzando espressioni cosí vere ma mai volgari anche quando parla di come ha imparato a fare la pipi (“arrotolando il calzino”), “dell’arte dell’addormentamento”, della morte: ” é difficile capire cosa ci portano via, morendo, coloro che abbiamo amato…mentre i corpi sono vivi, i nostri morti tessono per noi ricordi….”
E la sofferenza dovuta ai mali che la vecchiaia porta con sè, Pennac la descrive come un contratto di locazione: “il mio corpo e io viviamo la fine del nostro contratto di locazione come due coinquilini indifferenti”.

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